Reati fiscali, Iachini condannato a 10 mesi

La vicenda riguarda controlli eseguiti nel 2020 sull’emissione di false fatturazioni. L’imprenditore assolto per l’accusa di indebita compensazione. Farà appello

TERAMO – L’imprenditore ed ex presidente della Teramo calcio, Franco Iachini, è stato condannato a 10 mesi (condanna definita ‘simbolica’ dal suo staff di legali), con pena sospesa e non menzione, a fronte di una richiesta del pm di due anni di reclusione, per emissione e utilizzo di fatture false.

La sentenza è stata emessa dal giudice Marco D’Antoni nel processo su una polveriera presunta indebita compensazione dei crediti d’imposta, contestazione per la quale invece Iachini è stato assolto.

L’inchiesta, iniziata nel 2020 a firma della pm Silvia Scamurra, non ha toccato l’attività di presidente del Teramo di Iachini, ma alcune società di cui è amministratore per presunti reati fiscali commessi dal 2015 al 2017.

La procura aveva ipotizzato in un primo momento l’indebita compensazione di crediti d’imposta, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, ottenendo il sequestro di un milione euro, poi ridotto a 700mila euro dal tribunale del Riesame, dopo il ricorso dell’imprenditore.

“È un momento di grande soddisfazione, perché si riafferma la mia totale estraneità al fatto contestato, ma pur non volendo assolutamente contestare la decisione del giudice, è comunque mia intenzione proporre appello perché venga definita anche l’assoluta liceità di ogni azione mia e delle mie aziende”, ha commentato Iachini, che riferisce anche della restituzione della somma posta sotto sequestro

Leave a Comment