Alla vigilia del ‘compleanno’ del sequestro del Convitto, la polizia riceve una segnalazione per alcune luci accese all’interno. Il sopralluogo risulta negativo
TERAMO – Il portone semi aperto, una volante della Polizia parcheggiata davanti alla scalinata d’ingresso: per gli occhi delle ‘sentinelle’ del Delfico, in piazza Dante, questa sera è scattato l’allarme: cosa è successo, chì è entrato forzando i sigilli? Nessuno, relax. Il portone era aperto perchè sono stati gli stessi poliziotti ad aprirlo per poter verificare quanto era stato segnalato poco prima: ci sono delle luci accese all’interno dello storico edificio, come mai?
Un controllo eseguito a fondo, attorno alle 20 di questa sera, ha permesso di confermare che quelle luci molto probabilmente sono state accese, e dimenticate accese,. da chi di recente ha frequentato quei locali per motivi legati agli studi e ai lavori che dovranno essere eseguiti. Nessuna effrazione (i sigilli erano a posto), nessuna intrusione.
L’episodio arriva proprio alla vigilia di uno scomodo ‘compleanno’: proprio un anno fa, il 3 ottobre alle 15, la procura teramana notificava alle dirigenti scolastiche di Convitto e di Liceo Classico il provvedimento che li sfrattava dal questo palazzone che il 23 settembre, pochi giorni prima, aveva festeggiato i 90 anni dalla sua prima inaugurazione. Oggi, i circa 1.200 tra personale, docenti e studenti, sono ospitati tra le aule ricavate nell’ex Consorzio Agrario di viale Mazzini (ancora per poco) e il campus del Pascal-Forti-Comi alla Cona, dove di recente è stata realizzata e inaugurata la scuola modulare che ospita i convittori.
