Sì alla demolizione dell’inceneritore. L’esperto: “5.000 metri cubi cancerogeni”

La giunta ha approvato il progetto per abbatterlo dopo 40 anni e bonificare l’area. Taglieri, autore dello studio: “Occasione irripetibile per togliere un detrattore ambientale ad alto rischio per il territorio”

TERAMO – Con l’approvazione da parte della giunta comunale del progetto di demolizione e rimozione dell’ex inceneritore di Carapollo (6.000 metri quadrati, chiuso da fine ’80, gara entro fine anno, 26 settimane per abbatterlo e bonificare l’area), l’amministrazione comunale D’Alberto, prima in assoluto in 40 anni, affronta con decisione il problema della convivenza con il territorio di questo ecomostro, disattivato alla fine degli anni ’80, e procede verso la bonifica dell’area. L’occasione, irripetibile e come vedremo irrinunciabile, è costituita dal megaprogetto per la costruzione del biodigestore di Teramo Ambiente, finanziato con fondi Pnrr per un totale di 30 milioni di euro.

“Qui la posta in gioco non è discutere su un metro in più o un metro in meno vicino rispetto ad un’area o altre, è molto più alta. La posta in gioco è la tutela dell’ambiente del nostro territorio, la tutela del diritto alla salute del nostro territorio. E sono valori non negoziabili, dei quali ognuno, tutti, dovrebbe porsi a difesa. Oggi è il tempo, non c’è un altro tempo – ha detto il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, incontrando la stampa per illustrare le motivazioni e le modalità dell’abbattimento dell’impianto -. L’occasione che ci fornisce la realizzazione del biodigestore è unica, stiamo discutendo di un progetto con copertura finanziaria che ci permette di superare una enorme criticità ambientale. Rimuovere l’inceneritore, potenziale rischio per l’ambiente, e realizzare il biodigestore sono un’occasione imperdibile: voglio vedere chi ha il coraggio di impedire questo, solo pensarlo è una follia”.

Questa mattina in conferenza stampa è intervenuto il professor Luca Taglieri, docente del Corso di Bonifica dei siti contaminati e gestione dei rifiuti solidi all’Università dell’Aquila, Dipartimento di Ingegneria industriale – che ha effettuato lo studio di caratterizzazione del sito dell’inceneritore. La sua analisi, precisa e basata su dati risultanti dallo studio, è stata chiara: “E’ una opportunità unica – ha detto il docente -. L’idea di poter togliere questi 5.000 metri cubi di scorie di combustione interrati a 10-12 metri dal fiume, con tutta una serie di fibre aerodisperse presenti nella gestione dei fumi, come amianto allo stato friabile,, le fibre vetrose dei condotti dei fumi, che sono sostanze con un potenziale cancerogeno, è occasione irripetibile”.

ASCOLTA IL PROFESSOR LUCA TAGLIERI SULL’INCENERITORE

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