L’astensione dal lavoro indetta a livello nazionale dai sindacati di settore ha fatto registrare un’adesione molto alta. Presidio regionale a Pescara
TERAMO – Secondo quanto riferito dai sindacati oltre il 95% del personale della Teramo Ambiente ha aderito oggi allo sciopero nazionale dell’igiene urbana, per il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. A Pescara si è svolto un presidio regionale, sotto alla Prefettura, a cui hanno partecipato delegazioni di lavoratori da tutta l’Abruzzo.
“Il contratto nazionale di lavoro – scrivono la Cgil di Teramo – è scaduto dal 31 dicembre dello scorso anno. Abbiamo chiesto alle associazioni delle imprese, Utilitalia, Cisambiente/Confindustria Assoambiente e Centrali cooperative delle risposte certe su gravi problematiche che affliggono gli operatori del settore, implementando e rafforzando, ad esempio, le norme e degli strumenti di prevenzione per salute e sicurezza affinché il settore, oggi al primo posto per infortuni spesso mortali nei servizi pubblici locali, non detenga più questo triste primato e migliori sensibilmente le condizioni di lavoro“. I sindacati chiedono anche “il miglioramento e l’adeguamento della classificazione del personale, riconoscendo le nuove professionalità e le innovazioni tecnologiche e organizzative sviluppate in questi anni, modernizzando la classificazione; recuperare le differenze contrattuali tra generazioni e genere, aumentando la tutela per il personale over 55, riducendo il divario salariale relativo all’inquadramento del personale neoassunto, ridefinendo l’equilibrio dei tempi di vita e di lavoro, garantendo la stabilità occupazionale dei lavoratori in appalto, cominciando dall’obbligo di applicazione di questo contratto anche per le cooperative sociali; aumentare le retribuzioni attraverso il recupero del potere d’acquisto dei salari eroso dall’inflazione del triennio 22/24 e da quella prevista per il triennio 25/27, anche riqualificando il sistema indennitario, implementando il sistema di welfare e di sanità integrativa, adeguando la produttività prevista dal contratto“.
A Teramo, nonostante gli avvisi che informavano dello sciopero e che assicuravano soltanto i servizi minimi essenziali, sono stati molti i cittadini che hanno conferito il rifiuto previsto dal calendario (la carta, ad esempio) che però non è stata raccolta.
