Prestazioni nel fine settimana e open day, si cercano soluzioni alle liste di attesa

L’assessora Verì presenta i dati del 2025 e le iniziative previste nelle 4 Asl. Nei primi 6 mesi solo il 6% delle richieste evase oltre i tempi previsti dalla normativa. Da gennaio a settembre erogate 1,2 milioni di prestazioni

PESCARA – Prestazioni aggiuntive nei  fine settimana e ‘open day’ per aggredire il fenomeno e ridurre le liste d’attesa. Sono le due novità principali messe in campo dalla Regione e dalle Asl, presentate questa mattina a Pescara dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, dal Responsabile unico per l’assistenza sanitaria (Ruas) Marco Scorrano, dal direttore del Dipartimento Sanità Camillo Odio, dai direttori generali delle Asl Giuseppe Palmieri, Vero Michitelli, Maurizio Di Giosia e dal direttore sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Carmine Viola.

“Perché – puntualizza l’assessore – quella delle liste d’attesa è una questione comune a tutte le regioni italiane, che non riguarda solo l’Abruzzo e che alla base sconta fattori non sempre gestibili dalle amministrazioni. Basti pensare che nel 2019 la domanda di salute era quattro volte inferiore a quella attuale, ma le liste d’attesa erano sempre le stesse. Viene da sé, al di là delle facili strumentalizzazioni politiche, che il problema è molto più complesso e va affrontato con strumenti coordinati e complementari”.

Ciascuna Asl, sulla base del proprio modello organizzativo e dei dati in possesso rispetto al rispettivo bacino di utenza, ha organizzato misure straordinarie che prenderanno il via già a partire da sabato 25 ottobre.

La Asl Teramo, sabato 25 e domenica 26 ottobre, ha promosso due open day dedicati alla diagnostica ecografica delle carotidi, una di quelle prestazioni per cui la domanda è altissima in quanto esame correlato a patologie molto diffuse come ictus e ischemie. I medici della Asl di Teramo svolgeranno questa attività in regime istituzionale e parteciperanno tutti gli specialisti che si occupano di tale diagnostica, a partire dalla Chirurgia vascolare, le Medicine, le Radiologie, le Cardiologie, fino al territorio con i medici delle Uccp. Si prevede l’effettuazione di circa 420 esami nei due giorni di open day che, mattina e pomeriggio, coinvolgeranno tutti e quattro gli ospedali del Nucleo cure primarie (Ncp) di Mosciano. Nei prossimi mesi saranno organizzati altri open day per le prestazioni maggiormente critiche con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa.

Siamo perfettamente consapevoli – prosegue ancora la Verì – che queste iniziative, da sole, non sono sufficienti a risolvere tutte le criticità. Sono però una buona pratica che sarà ripetuta ogni volta che sarà possibile, grazie alla disponibilità e alla sensibilità dimostrate dagli operatori sanitari che hanno risposto alla chiamata delle direzioni generali”.

Sul fronte dei dati, il monitoraggio eseguito dal Ruas nel periodo 1° gennaio-30 settembre 2025, sono state richieste dall’utenza (ed erogate) un milione 1,226 milioni di prestazioni sanitarie su una popolazione complessiva residente in Abruzzo di un 1,270 milioni di abitanti. Paragonando i dati al 30 settembre con quelli riferiti al solo primo trimestre dell’anno, emerge che è stato garantito nei tempi il 91.4% delle prestazioni in classe U (urgente) a fronte del 74% al 31 marzo; il 78.5% di quelle in classe B (breve) a fronte del precedente 46.8%; il 78.2% in classe D (differita) contro il 49%; l’89.9% in classe P contro il 64.2%.

Ci sono altri due indici che pesano sulla gestione delle liste d’attesa: quello relativo ai rifiuti e quello sul drop out. Il primo si riferisce agli utenti che non accettano la prenotazione entro i termini perché, ad esempio, disponibile in una sede non gradita o per concomitanti impegni personali. Nei primi 6 mesi del 2025, su 585.526 richieste, ne sono state rifiutate 335.002, pari al 57% . Il drop out, invece, è il numero delle prestazioni prenotate e alle quali il paziente non si presenta senza disdire: rappresentano mediamente il 15% del totale, con punte del 40% per alcune prestazioni. Nel complesso, il valore delle prestazioni erogate oltre il limite previsto dalla normativa (anche in questo caso il dato disponibile è al 30 giugno) è pari al 6%: in termini assoluti si tratta di 36.255 prestazioni su un totale di 585.526.

Tra le altre azioni avviate dalla Regione e dalle Asl sul fronte delle liste d’attesa vanno ricordati il Cup unico regionale (nel quale confluiscono interamente anche le prestazioni degli erogatori privati), la piena attuazione dei Cup di secondo livello per la prenotazione delle prestazioni successive a quello di primo accesso, un attuazione dei Pdta (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, ndr) anche con i privati accreditati, un potenziamento dei sistemi di richiamata dei pazienti per scongiurare il drop out.

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