Sindaci, fronte comune per non perdere la gestione dell’acqua

Affollata assemblea dei primi cittadini del sistema idrico (Assi), con i primi firmatari della proposta di riforma Sospiri e Scoccia. In Abruzzo prevista la riduzione da 6 a un gestore con due sub-ambiti

TERAMO – Ampia partecipazione e interventi qualificati: la proposta di riforma del sistema idrico, a firma del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri e della consigliera Marianna Scoccia, stamattina intervenuti all’assemblea dell’Assi (assemblea dei sindaci sistema idrico), suscita grande attenzione sia per il tema, acqua bene pubblico, sia per il perimetro legislativo dettato prima dall’Europa poi recepito anche dall’Italia che apre la strada anche alla gestione privatistica prevedendo gare ad evidenza pubblica.

L’assemblea ha registrato la partecipazione dei sindaci, del nuovo presidente dell’Ersi, Luigi Di Loreto, dei firmatari della riforma, di tutti i consiglieri regionali teramani e naturalmente della Ruzzo Reti, società pubblica che gestisce il servizio.

In Abruzzo, oggi, ci sono 6 gestori del servizio idrico: per la legge che ridefinisce il perimetro delle società partecipate pubbliche, questo non è più possibile. Il progetto di legge regionale prevede un gestore e due sub ambiti con un affidamento in house. “Ma non è una scelta che possiamo assumere in piena autonomia – ha spiegato il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri – devono essere rispettate delle condizioni. Su una cosa siamo tutti d’accordo e su questo io non ho dubbi: quella di mantenere la gestione dell’acqua nell’ambito pubblico all’interno del quadro legislativo che non può essere aggirato.  Mi preoccupa molto che l’acqua venga captata in Abruzzo e la tariffa venga decisa da una società di un’altra regione.  Penso ad una formula consortile, ad esempio, un ragionamento che gli attuali gestori potrebbero avviare”.

Sui due sub ambiti non sono d’accordo i consiglieri regionali teramani sia del centrodestra che del centrosinistra e certamente non lo sono, stando agli interventi, i sindaci teramani che rivendicano una netta differenza con gli altri 5 ambiti: le minori tariffe, i buoni risultati della gestione della Ruzzo Reti, le caratteristiche orografiche del territorio (la maggior parte delle acque utilizzate da tutta la regione vengono captate sul Gran Sasso); d’estate l’utenza si raddoppia.
 
Poi c’è il fattore tempo, come ha ricordato il presidente dell’Ersi, Luigi Di Loreto: cinque delle sei concessioni oggi in essere scadono nel 2027 e l’ultima nel 2031 ed ERSI deve avviare le procedure di riassegnazione sei mesi prima, dunque da giugno 2026: se non si approva una riforma la gestione, per legge, andrà tutta a gara aperta.
 
Fra gli interventi, oltre ai citati, quelli della consigliera regionale firmataria della proposta di riforma Marianna Scoccia; del sindaco Gianguido D’Alberto; dei consiglieri regionali Paolo Gatti, Dino Pepe, Giovanni Cavallari, Marilena Rossi, Sandro Mariani, Emiliano Di Matteo; di Mario Tulini componente teramano del consiglio direttivo dell’Ersi e della presidente della Ruzzo Reti, Alessia Cognitti.

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