Corsi illustra le strategie di rilancio dell’Ateneo alla vigilia del suo primo compleanno da Rettore. Verso la quota record di 400 scambi Erasmus, ma crescono le collaborazioni con i centri accademici mondiali, come l’Uc Davis di California e l’Università di Tokio
TERAMO – “I competitors degli studenti di UniTe non sono quelli degli atenei locali o del centro-Italia, sono gli studenti delle. università americane, brasiliane, cilene, indiane, giapponesi. E’ un cambio di visione radicale, rivoluzionaria rispetto al passato“. Corsi non ha dubbi: il campo di ‘battaglia’ della formazione accademica si è spostato su altre latitudini e UniTe, soprattutto per superare la gravissima situazione di bilancio ereditata dalle passate gestioni, deve farsi trovare pronta alla competizione. Come? Allargando l’orizzonte, cercando partenariati internazionali, riposizionandosi in una rete mondiale che valorizzi e arricchisca ancor più la qualità della sua offerta formativa, prima degli altri.
“Siamo noi che dobbiamo proporre allora dei modelli di internazionalizzazione – ha proseguito Corsi -, con la didattica, la ricerca, aumentando le borse e in qualche modo creando delle opportunità trasversali. E’ una scelta molto difficile, molto coraggiosa, ma è l’unica strada percorribile per un processo di creazione di valore reale, concreta e duratura. L’Università di Teramo e, se mi consentite, anche la città di Teramo hanno bisogno di questo: di concretezza, velocità e progetti strategici, che vadano a rafforzare con concretezza la visione di Teramo città universitaria”.
Alla vigilia della celebrazione del primo anno del sessennio di mandato, Corsi ha annunciato il raggiungimento, nell’anno accademico 2025/2026, del numero record complessivo di mobilità, tra studenti e docenti, di 400 scambi. Affiancato dal professor Donato Traversa, delegato all’Internazionalizzazione di UniTe, Corsi ha sintetizzato i dati che da novembre 2024 sono la fotografia del nuovo indirizzo di Ateneo: UniTe ha stretto 8 nuovi accordi Erasmus e 18 nuovi accordi di collaborazione con Università e istituzioni europee, africane, americane e asiatiche, tra le quali la prestigiosa University of California (UC Davis), tra le prime due al mondo per la Medicina Veterinaria, e la Tokyo University of Technology (TuT), il cui Dipartimento di Bioscienze e Biotecnologie annovera docenti di elevato prestigio accademico.
Sono 391 gli Erasmus attivi, distribuiti tra 170 Università di 35 Paesi, e 22 accordi di collaborazione con Università straniere di 10 Paesi per la mobilità extra-europea. Per l’anno accademico 2025/2026, sempre in ambito europeo
Erasmus, risultano già assegnate 229 mobilità di studenti in arrivo e 69 mobilità studenti verso l’estero e sono 45 le candidature da parte di docenti e personale tecnico-amministrativo. A queste si aggiungono i numeri della mobilità extra europea: 22 grazie al consorzio CUIA (Argentina), 28 con il progetto HC in partnership con istituzioni asiatiche, 8 con il progetto ENGINES con istituzioni africane e 27 mobilità attraverso il consorzio COMMO con istituzioni presenti in Albania, Giordania, Siria, Egitto e Marocco.
Senza contare che dal prossimo mese di maggio, il Rettore Corsi assumerà la presidenza di UniAdrion, rete di 55 atenei di 10 Paesi della regione adriatico-ionica: “L’internazionalizzazione – ha spiegato il rettore Corsi – è un asse strategico di sviluppo dell’ateneo e continueremo a investirvi con convinzione. I risultati raggiunti sia in termini di ampliamento della rete che di crescita qualitativa delle collaborazioni e di mobilità testimoniano la capacità concreta di dare solidità alla nostra visione di un ateneo e un territorio sempre più connesso e fervido di opportunità per studenti e ricercatori, e anche per istituzioni e imprese del territorio“.
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