Aveva 91 anni. Da ‘ragazzo della campagna’ della Stazione fino a tutti i più alti vertici militari e a presidente del Comitato militare della Nato. Per un ventennio è stato ‘decision maker’ strategico del Paese
TERAMO – Colui che lo Stato e la città di Teramo si apprestano nelle prossime ore a salutare, in un addio denso di commozione e grandissimo rispetto, può essere definito senza ombra di dubbio un ‘gigante’. L’ammiraglio Guido Venturoni, si è spento all’età di 91 anni oggi a Roma. lasciando un’eredità di competenze, professionali e umane, di grande spessore.
Nato a Teramo il 10 aprile del 1934, quinto di sei figli della famiglie che si insediò nel quartiere della Stazione provenendo da Castrogno, nella sua carriera militare non solo ha raggiunto i vertici di tutti i comandi militari (Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, la sua arma di competenza, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1994 al 1999, Presidente del Comitato Militare della Nato) ma ha rappresentato per almeno un ventennio una figura di riferimento per i vertici dello Stato, non solo da consulente militare ma anche e soprattutto ‘decision maker strategico’.
La sua carriera, dieci anni fa, quando Venturoni si ritirò a vita privata dopo aver rivestito anche importanti ruoli civili come presidente facente funzioni di Finmeccanica, è stata raccontata in un libro-diario, in cui l’Ammiraglio, oltre a rivendicare la sua origine di ‘ragazzo di campagna’ vissuto alla Stazione fino alla partenza per l’Accademia Militare di Livorno, descrive l’incrocio tra la sua professione e le più importanti vicende militari italiane e internazionali.
A Venturoni è intestata la costituzione dell’aviazione di Marina, l’ammodernamento della linea anfibia ma anche importanti e decisive azioni militari, come l’intervento in Libano, la gestione della vicenda Achille Lauro con la crisi di Sigonella, la partecipazione alla liberazione del Kuwait nell’Operazione Desert Storm. E ancora, con il ruolo maggiore di Capo della Difesa, anche l’elaborazione del nuovo modello di difesa, l’integrazione interforze, il salvataggio dei connazionali nel Ruanda del ‘94, con un blitz deciso personalmente, un ruolo più ‘pesante’ dell’Italia alle iniziative Nato e internazionali di quegli anni (euromissili, crisi Usa-Libia, Operazione Alba, Somalia, Balcani, conflitto serbo-Kosovaro e guerra contro la Serbia del 1999.
In serata è arrivato il cordoglio del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: “Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa dell’ammiraglio Guido Venturoni, illustre teramano che ha onorato la sua terra natale raggiungendo i più alti vertici della Marina Militare italiana e della Difesa e delle istituzioni internazionali. Con la sua eccezionale carriera, che lo ha visto ricoprire incarichi di grande responsabilità in ambito nazionale e come Presidente del Comitato Militare della NATO, l’ammiraglio Venturoni ha rappresentato un punto di riferimento per il mondo militare e un esempio di dedizione e visione strategica. A nome della giunta regionale e di tutta la comunità abruzzese, mi stringo con commozione ai familiari ricordando con fierezza un figlio dell’Abruzzo che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Italia e dell’Europa“.
