Si è spenta a 92 anni una donna simbolo della teramanità della Gammarana. Ultrà trascinatrice della pallamano biancorossa, a cui ha dato tre figli e un nipote giocatori (Gabriele, Maria, Catia e Riccardo). Funerali a San Berardo
Una grande commozione accompagna la presa d’atto che il giro di boa della vita ha consegnato al cassetto dei ricordi, quelli indelebili, epoche della nostra comunità che pensavamo intramontabili. Accade anche nell’apprendere della scomparsa di Imelde Pannella Di Domenico, la ‘pasionaria’ della Gammarana, una mamma la cui stoffa ormai è diventata introvabile al giorno d’oggi, personaggio di una comunità che fatto la storia di Teramo.
Imelde ci ha lasciati a 92 anni, dopo aver combattuto una vita in prima linea, senza mai mancare un solo appuntamento con la presenza e la disponibilità, trasformando il fare In azioni che per lei sono sempre state naturali, laddove per altri significavano montagne da scalare. Capostipite a buon diritto della pallamano cittadina, non foss’altro perchè ha vissuto alle spalle dello storico campo di via Tripoti. Ha cresciuto da vedova prematura tre figli, Maria, Catia e Gabriele (e in seconda generazione anche il nipote Riccardo), che sono stati alfieri dello sport con le mani, quando la bandiera biancorossa sventolava dovunque, in Italia e nel mondo. E il suo supporto è stato decisivo per le carriere sportive dei questi figli teramani, che li ha portati a vestire la maglia della Nazionale azzurra.
E’ stata figura di riferimento, come un altro esempio di bontà a affetto materno, Lides Da Rui. venuta a mancare anche lei alla vigilia di Ferragosto. Gli allenamenti, la vigilia delle partite, le tante trasferte, Imelde le viveva in primo piano, fin dal lavaggio delle divise, alla preparazione del vitto per il viaggio, ma soprattutto sugli spalti. Nonostante i tanti impegni, era sempre pronta a dare il suo apporto, senza sconti per nessuno. Vero spirito critico, nascondeva con quello sguardo apparentemente burbero una dolcezza e una bontà che strappavano sempre un abbraccio, anche se preceduto da un rimbrotto. Ma aveva sempre ragione. In tribuna con il passare degli anni e l’avanzare dell’età si è sentita la sua mancanza: da via Tripoti, al palazzetto dello sport, all’Acquaviva, lei c’era sempre: era una ultrà che non risparmiava nessuno, dagli arbitri, agli allenatori, perfino ai compagni e alle compagne di gioco dei suoi figli. Non appaia retorico dire che lascia un vuoto enorme. E’ stata un vero simbolo di quella Teramo che ‘appena’ una mezza dozzina di lustri fa era attuale, viva, genuina, semplice nella quotidianità e ricchissima di condivisione sociale e intraprendenza. Consapevole di essere una città in cui ogni quartiere era una sola famiglia.
Chi vuole salutare Imelde Pannella Di Domenico può farlo fino a domattina presso la casa funeraria Petrucci Carlo, a Villa Pavone. I funerali sono in programma domani, giovedì 20 novembre, alle 14:30 nella chiesa di San Berardo.
