Il consiglio salta per i capricci di due ‘Camilliani’ ma la maggioranza si compatta

Bartolini e Falasca – consiglieri della lista di D’Angelo – colgono l’occasione di altre assenze giustificate per far mancare il numero legale. D’Alberto: “Le istituzioni non possono essere utilizzate per scopi di piccolo cabotaggio”


TERAMO – Matura in un consiglio comunale che all’ordine del giorno aveva punti importanti per la comunità, l’ennesimo autogol politico di Camillo D’Angelo, non quale presidente della Provincia ma referente politico di quei consiglieri comunali che facendo cadere stamattina il numero legale dell’assise civica hanno rimediato una figura da ‘scappati di casa’.

L’assenza al Consiglio degli eletti nella lista ‘In Comune per Te’, Fiorenzo Falasca, Valeria Di Giandomenico e Flavio Bartolini, non è un mistero, è propedeutica alla pretesa di un assessorato per quest’ultimo, il consigliere provinciale che preme e freme alla ricerca di visibilità in tutte le vicende che riguardano le scuole di gestione provinciale e per indossare la fascia blu. Questa velleità, unita ad altre più banali pretese dell’altro consigliere, ai più sconosciuto, sarebbe l’arma per tenere in ostaggio il sindaco D’Alberto. La concomitante – e nota da tempo – assenza della Di Giandomenico ha fatto sì che il gesto si tramutasse in un ammutinamento che di sicuro non ha premiato D’Angelo & Co. Perchè il risultato è stato per certi versi clamoroso: con gli altri assenti giustificati Lanfranco Lancione (a Cuba) e Valentina Papa (indisposta fisicamente), alla fine questo golpe della fuffa ha compattato la maggioranza attorno al primo cittadino e fatto arrabbiare addirittura gli assessori di riferimento di D’Angelo in giunta, vale a dire Mimmo Sbraccia e Graziella Cordone. La riunione di maggioranza tenutasi dopo il consiglio saltato ha condannato con fermezza l’atteggiamento dei due consiglieri ‘camilliani’.

Un braccio di ferro che voleva dare un vestito ‘politico’ ad altri interessi, su cui stavolta, almeno, il sindaco D’alberto è andato giù deciso: “Un fatto sporadico ma grave – lo ha definmito D’Alberto -, di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Quello che si è verificato è un fatto inaccettabile rispetto al quale va riaffermata una regola basilare: l’utilizzo delle sedi istituzionali per scopi politici personali e di piccolo cabotaggio o per ambizioni individuali presenti o future non è mai un atto contro il Sindaco, un’Amministrazione, una maggioranza ma è sempre un atto contro la città. Quello che ci ha sempre distinti, in questi sette anni e mezzo, è che siamo sempre stati e continuiamo ad essere altro rispetto a chi ci ha preceduti e chi pensa di far vivere alla città stagioni che ha già vissuto sbaglia”.

Dopo l’uscita con l’autocandidatura a futuro Governatore d’Abruzzo, delle due l’una: o il presidente della Provincia vive un delirio di onnipotenza – dimenticando però a chi va attribuito l’exploit della sua elezione di secondo livello -, oppure non ripone alcun interesse alla imminente ‘verifica’ di mandato, quando si voterà per il rinnovo del consiglio provinciale. Certo, non si tratta di un bel segnale all’interno della coalizione di centrosinistra, una parte della quale fa capriole assieme all’intera opposizione consiliare.

Governare vuol dire avere il senso delle istituzioni e questa esperienza politico amministrativa si è sempre caratterizzata per avere come faro esclusivamente l’interesse dei teramani  – ha aggiunto Gianguido D’Alberto – non c’è spazio per ricatti e far mancare il numero legale, per di più in un consiglio con punti all’ordine del giorno non di rilevanza politica ma molto importanti per la comunità, è un atto controproducente per chiunque abbia ambizioni politiche, presenti o future, proprio perché è un atto contro la città oltre che una mancanza di rispetto per il ruolo che si ricopre. Lo ribadisco: noi siamo un’altra cosa e se perdiamo di vista questo principio questa esperienza non ha più alcuna ragione di esistere. Nessuno può macchiare questa esperienza politico-amministrativa, che ha messo al centro sempre e solo l’interesse della comunità”. 

Leave a Comment