Consiglio saltato. L’esponente di Noi Moderati accusa il governo D’Alberto di mancanza di responsabilità
TERAMO – I riflessi della mancata seduta del consiglio comunale hanno scatenato le reazioni dell’opposizione. Anche quella del consiglierre di Noi Moderati, Niki Bartolini, che ha preso posizione sottolineando la gravità dell’episodio: “E’ un dato che evidenzia in modo evidente le profonde tensioni interne alla maggioranza, incapace persino di garantire il funzionamento ordinario dell’organo consiliare, confermando le criticità già segnalate dal gruppo dei Moderati. Come più volte denunciato, anche quest’anno la maggior parte delle variazioni di bilancio – ben 8 su 11 – continua a essere approvata esclusivamente dalla Giunta, pur essendo pienamente compatibili con una discussione in aula. Una prassi che riduce trasparenza, annulla il confronto politico e concentra decisioni cruciali in un ristretto ambito amministrativo, escludendo di fatto sia l’opposizione sia i consiglieri della stessa maggioranza“.
Bartolini aggiunge: “Tra i punti oggi non affrontati spiccava la variazione relativa al miglioramento sismico della sede municipale di piazza Orsini, con un incremento di spesa di 2.456.000 euro, dovuto alla gestione inefficiente del progetto, avviato con errori tecnici mai corretti nei tempi necessari e rinviato più volte, con l’aumento dei prezzi nel settore edilizio che grava ora interamente sulle casse comunali e quindi sui cittadini. A questo si sommano altre scelte amministrative già costate caro alla città: la perdita di 450.000 euro per il contenzioso con ‘SottoSopra’ e l’onere economico relativo allo Stadio, oggi completamente a carico del Comune“.
Sullo stadio di Piano d’Accio, il consigliere Bartolini fa i conti: “Per lo Stadio, “I costi ricadono integralmente sul bilancio comunale: 260.000 euro l’anno per i primi sei anni, solo per affitti dei locali commerciali; 330.000 euro l’anno per i successivi sei anni; 77.000 euro annuali per la gestione del campo nel periodo estivo. Una domanda è inevitabile: tutti questi soldi chi ce li paga? E soprattutto, chi ce li pagherà nei prossimi anni? La risposta , purtroppo, è una sola: i cittadini teramani“.
“Il mancato numero legale odierno non è un episodio isolato, ma il segno evidente di una maggioranza che non riesce più ad assumersi responsabilmente il proprio ruolo né a garantire l’ordinario funzionamento delle istituzioni – è il parere di Niki Bartolini -. Il fatto che oggi il Consiglio non si sia potuto tenere per mancanza del numero legale è la prova più chiara della crisi politica di questa maggioranza. Una maggioranza solida non avrebbe alcun motivo per sottrarsi al confronto in aula, né per lasciare che una seduta così importante venisse meno. Il rispetto delle istituzioni passa dalla trasparenza e dalla responsabilità: principi che noi continueremo a difendere, sempre, nell’interesse dei cittadini e della città”.
