Il consigliere malpancista ‘camilliano’ prova a giustificare la sua assenza alla seduta saltata
TERAMO – La pezza peggio del buco. E’ quella che prova a mettere il consigliere malpancista Flavio Bartolini, per giustificare la sua assenza al consiglio comunale nel tentativo – dichiarato e confermato per sua stessa ammissione – di mettere in difficoltà il sindaco Gianguido D’Alberto. Peggiore perchè a leggere e rileggere il comunicato diffuso in mattinata, non si riesce a trovare una motivazione che renda giustificabile, semmai fosse possibile, l’assenza premeditata all’assise civica.
Piuttosto, mentre dentro e fuori la maggioranza divampa la discussione ‘politica’ sull’episodio, Bartolini si affretta ad escludere e smentire proprio la matrice politica quale motivazione dell’assenza sua e di Fiorenzo Falasca, solo perchè “debitamente comunicate da tempo“. Rivendica il ruolo di “gruppo più fedele a questa amministrazione, sempre presente in consiglio e lineare al voto dei provvedimenti. Addirittura – aggiunge Bartolini – siamo dovuti più volte intervenire per ‘salvare’ il numero legale in situazioni personali difficili (funerali di un genitore, malattia di un figlio). Essere accusati di premeditazione dopo aver comunicato le assenze è inaccettabile“. Cioè: eletti dal popolo per rappresentarlo, si gratificano del fatto che stanno in Consiglio per ‘salvare’ il numero legale…
Ancora: “L’attacco mediatico al nostro gruppo dopo che siamo stati il gruppo più fedele non è tollerabile. Il consiglio è saltato più volte su diversi punti ma mai per colpa nostra. Siamo il gruppo che ha messo meno ‘zizzania’ sia nelle trattative che durante i consigli e che ha sempre rispettato gli accordi“.
La colpa di quanto accaduto diventa di chi fissa i consigli comunali: “Piuttosto – dice infatti Bartolini – è da rivedere la gestione della convocazione dei consigli. Convocato anche questa volta l’ultimo giorno utile per approvare un provvedimento importante. Abbiamo proposto più volte l’indicazione di un giorno dove indicativamente si sarebbe svolto il consiglio. (Come peraltro faceva l’amministrazione Brucchi). Alla luce soprattutto dell’attuale composizione del consiglio con consiglieri che lavorano su turni e altri che gestiscono ditte individuali, altri che insegnano e che hanno spesso bisogno di programmare l’azione didattica ed altri che studiano
fuori sede“.
E poi la chiusa, che cerca di lanciare un ramo d’ulivo ai due assessori del gruppo (Cordone e Sbraccia) tenuti all’oscuro del loro ‘golpe’ consiliare (a conferma della premeditazione del gesto): “Oggi sabato 29 novembre alle 15 in seconda convocazione saremo presenti a supportare l’azione amministrativa della quale siamo stati e continueremo ad essere protagonisti anche grazie all‘egregio ed efficace lavoro dei nostri assessori“. Per la cronaca: il consiglio non è stato valido, per mancanza ancora oggi di numero legale per la presenza di soli 10 consiglieri (l’opposizione e il presidente Melarangelo).
