Il bilancio di fine anno. In attesa di aprire cantieri per 38 milioni di euro, l’Ateneo fa registrare anche un boom di dottorati (52 contro 42 degli scorsi anni) a costo zero. Ed è diventato protagonista anche nel mondo accademico internazionale
TERAMO – Alla decisa apertura all’internazionalizzazione, all’impulso dato alla ricerca, allo sviluppo strategico e al rafforzamento del proprio ruolo nel territorio, possono essere attribuiti, secondo il rettore dell’Università di Teramo, Christian Corsi, i primi segnali concreti di ripresa delle immatricolazioni, aperte fino a fine anno: le proiezioni fanno ipotizzare una crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente, con il numero degli studenti internazionali quadruplicato.
Ad oggi sono 226, di 32 nazioni diverse, più del totale di tutti gli studenti internazionali che si erano iscritti nei precedenti 4 anni. Di questi, 170 sono iscritti al Corso di laurea in lingua inglese di Biotechnology. Un risultato frutto del rilancio dell’offerta formativa e dei maggiori sforzi nell’orientamento che nel 2025 ha visto triplicati gli istituti coinvolti, con quasi 9.000 studenti raggiunti.
Sono alcuni dei numeri offerti dal rettore teramano, al suo primo anno di mandato, tracciando il tradizionale bilancio di fine anno dell’ateneo teramano. Lo ha fatto tenendo sempre ben presente, come mission del suo rettorato, i bisogni della comunità studentesca. In questa direzione, infatti, Corsi ha annunciato l’ingresso di un nuovo Delegato nella squadra di governo. Ad Antonio Prencipe, docente associato di Economia aziendale, è stata affidata la delega al Placement e Student experience, con l’obiettivo di lanciare un nuovo modello integrato di welfare che accompagni studentesse e studenti dall’ingresso in Ateneo fino alla carriera professionale.
Ma è nei percorsi dottorali della Scuola di Alta Formazione in Ricerca UNITEDoc che si registra un numero assoluto mai raggiunto prima: l’assegnazione di 52 borse di dottorato a costo zero per l’ateneo (negli ultimi tre anni erano state in media 42 ed onerose per 1,4 milioni di euro) grazie all’intercettazione di risorse esterne e competitive.
Sul fronte della ricerca il rettore ha sottolineato il passaggio a un nuovo modello basato su pianificazione e monitoraggio e ha annunciato l’arrivo di un finanziamento di oltre 1 milione di euro nell’ambito del bando FIS3 (Fondo Italiano per la Scienza 2024-25) nel settore Social Science and Humanities grazie al progetto su intelligenza artificiale e governance democratica dell’assegnista di ricerca di Scienza Politica Francesco Maria Scanni, sotto la guida del professor Simone Busetti. I dati sugli scambi internazionali, inoltre, registrano un risultato storico: circa 400 mobilità in entrata e in uscita, il numero più alto mai raggiunto dall’Ateneo, a cu si aggiungono le firme su 11 nuove convenzioni Erasmus e 18 accordi di collaborazione internazionale nell’ultimo anno.
“L’internazionalizzazione – ha affermato il rettore Corsi – non è uno slogan, ma un’esperienza concreta che oggi coinvolge centinaia di studenti e ricercatori. A conferma della crescente attrattività internazionale dell’Ateneo di Teramo, la presenza di 170 studenti stranieri nel corso di Biotechnology è il segnale più evidente di una Università che parla al mondo e che il mondo sceglie. La presenza di autorevoli rappresentanti diplomatici nel nostro Ateneo, come il vice ambasciatore tedesco e gli ambasciatori di Brasile e Slovacchia, è il segno di un riconoscimento crescente della qualità del nostro lavoro e del ruolo nel dialogo accademico globale. Particolarmente significativa è stata la nostra missione istituzionale in Brasile. A Rio de Janeiro abbiamo firmato un accordo quadro con la Camera di Commercio Italo-Brasiliana che rappresenta un ponte concreto tra mondo accademico e sistema produttivo, capace di generare opportunità per studenti, ricercatori e imprese. A Recife l’Università di Teramo è diventata il primo Ateneo italiano ad aderire al GCUB – Gruppo di Cooperazione Internazionale delle Università Brasiliane – collocando l’Ateneo in una rete strategica globale. Importante anche la missione istituzionale a Londra, inserita in una più ampia strategia di posizionamento dell’Università degli Studi di Teramo nei principali contesti accademici europei”.
Infine, i progetti strategici, tra i quali spicca la Cittadella della Cultura (la riqualificazione per lotti dell’ex manicomio di Sant’Antonio Abate) e il progetto di raddoppio di Medicina Veterinaria con impianti pilota, per interventi pari a 38 milioni di euro che vedranno nei primi mesi del 2026 l’apertura dei cantieri. “Si tratta di investimenti strutturali – ha concluso Corsi – che cambieranno il volto dell’Ateneo e ne rafforzeranno la capacità di innovazione e il ruolo di motore di sviluppo per il territorio che, ci auguriamo, sia sempre più ricettivo e pronto ad accogliere lo slancio e le idee dell’Ateneo”.
