La Polizia penitenziaria accanto ai bambini della Pediatria

Affettuoso incontro questa mattina nel reparto del Mazzini: consegnati doni per i bimbi ricoverati. C’era anche la campionessa di ciclismo Marta Bastianelli

TERAMO – Questa mattina, nel Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Teramo, diretto dal dottor Antonio Sisto, il tempo sembra essersi fermato per qualche istante. Le corsie, solitamente scandite da attese e cure, si sono riempite di sorrisi, stupore e calore umano, regalando ai piccoli pazienti un momento di autentica felicità in vista delle prossime festività natalizie.

Come ormai da consolidata tradizione, il Reparto di Polizia penitenziaria della casa circondariale di Castrogno, alla presenza del Comandante di Reparto e del Vice, ha voluto rinnovare la propria vicinanza ai bambini ricoverati, consegnando doni e portando con sé un messaggio che va oltre il gesto materiale: la presenza, l’attenzione, l’umanità.

A rendere ancora più speciale l’incontro è stato Babbo Natale, che per l’occasione ha indossato la spilla del Corpo di Polizia penitenziaria, simbolo di un’istituzione che sa farsi prossima anche nei luoghi della fragilità. Ad arricchire il momento, anche la presenza della ex ciclista delle Fiamme Azzurre del Corpo di Polizia penitenziaria, Marta Bastianelli (campionessa del mondo in linea Elite nel 2007 e campionessa europea in linea Elite nel 2018)

Fondamentale, per la realizzazione dell’iniziativa, è stato il contributo dell’Associazione nazionale della Polizia penitenziaria – sezione di Montorio al Vomano -, che con generosità e spirito di servizio ha reso possibile la consegna dei doni. Un impegno silenzioso ma concreto, espressione di una solidarietà autentica che trova nella condivisione il suo valore più alto.

Negli sguardi dei bambini, illuminati dalla sorpresa, si è colto il senso più profondo dell’iniziativa: alleviare, anche solo per un attimo, le sofferenze dei più piccoli, restituendo loro la leggerezza dell’infanzia e la magia del Natale. In quei sorrisi si è riflessa la consapevolezza che la vicinanza umana può diventare una forma di cura.

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