Salvate il ‘soldato Flavio’, mina vagante per un inspiegabile rimpasto

Nonostante le smentite e il dichiarato sostegno ai ‘suoi’ assessori, il consigliere Bartolini dopo il golpe torna a premere sul sindaco per entrare in giunta

TERAMO – In un consiglio comunale che si appresta a chiudere l’anno con una seduta importante sulle partecipate, in cui la gestione Mo.Te. diventa argomento decisivo, e riporta al centro dell’aqzione amministrativa i veri problemi della comunità, c’è chi continua a mestare all’interno della maggioranza invocando un altro rimpasto di giunta. Le ‘pressioni’ sul sindaco D’Alberto, chiamato ancora una volta ad esercitare il suo mai fin troppo esibito ruolo decisionale, arrivano ancora da un ‘veterano’ delle bizze politiche consiliari, quel ‘soldato Flavio’ che proprio di recente, nel giustificare il suo tentativo di golpe all’amministrazione di fine novembre (quando non si presentò in consiglio assieme al collega Falasca facendo cadere il numero legale), negò pubblicamente secondi fini dietro quel gesto.

Sì proprio Flavio Bartolini, lo stesso che giudicava “egregio ed efficace” il “lavoro dei nostri assessori“. Quegli stessi di cui chiede la testa al sindaco, così da poter esercitare il diritto – non si sa bene da quale divina provvidenza meritato -, di diventare ‘Assessore’. A parte che di Mimmo Sbraccia e Graziella Cordone sarebbe difficile riuscire a trovare qualcosa per denigrare il buon lavoro svolto nell’esecutivo di D’Alberto (TeAm e manutenzioni per citarne due di deleghe, sono le realtà che ‘girano’ meglio), ma quale utilità politica potrebbe illuminare la strategia di un consigliere che taglia le gambe a due assessori del suo stesso movimento civico? Eppure, sembra essere nel Dna di Bartolini, ex capogruppo Pd, ex capogruppo Italia Viva (entrambi mollati strada facendo), poi fulminato sulla via di Damasco dalla verve politica dal Richelieu della Provincia, quel Camillo D’Angelo che sullo spaccare piuttosto che sul costruire sembra aver orientato la sua carriera politica, no soddisfatto di essere stato nominato consigliere provinciale in una elezione che esclude il voto popolare.

Insomma, il soldato Flavio, oltre che aver imparato bene da un così ottimo maestro, sembra tornare a fare i capricci come ai bei tempi (ricordiamo ancora quando finì col sedersi addirittura sui banchi dell’opposizione). L’ultima di queste ore è che starebbe cercando proseliti nel gruppo per presentarsi dal sindaco (come sempre accompagnato dal suo mentore, D’Angelo) per sfiduciare uno tra Sbraccia e Cordone… Ma per adesso non riuscirebbe a trovare sponda, nemmeno da quel Falasca che sulle prime aderì alla ‘rivolta’ consiliare, trovando in netta minoranza all’interno del gruppo consiliare. Bartolini avanza un diritto… naturale ad entrare in giunta, frutto, dice, di un accordo con gli attuali assessori, della serie: fatti un pò di assessorato tu, poi lo faccio io…

A loro non importa cosa guarda l’elettorato fuori del palazzo, come commenta la gente questo teatrino della politica. Loro badano a salire sul bancone del Parco della Scienza, a suon di euri, indifferenti alla domanda autocritica da porsi preliminarmente: ma sono all’altezza? Ma questi sono gli scudieri del Richelieu della Provincia…

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