Centro antiviolenza, in un anno 130 richieste di aiuto

Solo 50 nel mese di novembre. Nel bilancio del 2025 anche casi di minori a scuola e mamme maltrattate da figli tossici. Nel 2026 focus su mobbing, luoghi di lavoro e disabilità

TERAMO – Sono stati oltre 130, negli ultimi undici mesi, e di questi 50 solo nel mese di novembre, le richieste di accesso ai servizi del Centro antiviolenza ‘La Fenice’. Sono alcuni dei numeri offerti in sede di bilancio dalla presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo, Erika Angelini, assieme alla legale dell’organismo istituzionale, l’avvocata Michela Manente e le componenti Tania Bonnici Castelli e Angela de Sanctis.

Il consuntivo ha tracciato elementi di rilievo tra i quali la novità della ricollocazione al lavoro di alcune delle vittime di violenza, grazie alla linea diretta e preferenziale instaurata con il Centro per l’impiego, la scoperta, dopo alcuni interventi nelle scuole, di casi che hanno riguardato mìnori, che adesso grazie anche al coinvolgimento dei genitori sono seguiti dal Centro ma soprattutto la nuova emergenza delle violenze su mamme da parte di figli con problemi di tossicodipendenza.

“Per il 2026 la Commissione pari opportunità amplierà il suo raggio d’azione – ha dichiarato Erika Angelini – perché occuparsi di pari opportunità significa affrontare le nuove emergenze sociali e sono tante. Le linee di lavoro sono state tracciate grazie al contributo di tutte le componenti della Cpo, ognuna con un proprio bagaglio professionale e grazie alla collaborazione con i servizi sociali del Comuni e le forze dell’ordine. Ci occuperemo di mobbing e violenza sui luoghi di lavoro, con corsi di formazione e raccolta fondi: iniziative a sostegno delle famiglie che convivono con un familiare disabile valorizzando anche il lavoro delle associazioni di volontariato”.

Un focus particolare dal Centro antiviolenza La Fenice sarà proiettato sulla giustizia riparativa, tema poco noto ma fondamentale per affrontare la situazione di crisi che vivono le strutture carcerarie, sia con il sovraffollamento sia con la carenza di percorsi di riabilitazione dei detenuti. “Con il progetto Donne al Centro stiamo rafforzando le competenze professionali delle operatrici della Fenice rispetto all’orientamento lavorativo – aggiunge la presidente Angelini -“. L’attività sul campo permetterà anche di produrre un format televisivo, ‘Storie di coraggio’, prodotto dalla Provincia, per raccontare le storie di chi ha vissuto vicende dolorose e complicate, di chi si è impegnato a livello sociale per risolvere criticità e problemi legati ai diritti e all’inclusione.

Infine, grazie al lavoro svolto anche dal settore Pari Opportunità dell’Ente, con la dirigente Daniela Carminucci e la funzionaria Anna Catenaro, quest’anno la Provincia ha ottenuto due finanziamenti dalla Regione Abruzzo: quasi 60 mila euro per il Centro ‘La Fenice’ e 35 mila per ‘Casa Maia’, la casa di accoglienza per le vittime di violenza.

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