FOTO / La festa del presepe musical dell’Oratorio del Sacro Cuore

Oltre 60 bambini coinvolti dall’iniziativa organizzata da don Matteo Di Bartolomeo. Numerosa la platea di famigliari e parrocchiani

TERAMO – È stato un vero e proprio successo di partecipazione, entusiasmo e profondità educativa il musical catechetico ‘La meraviglia del presepe’, proposto dai catechisti dell’Oratorio del Sacro Cuore di Teramo e portato in scena con il coinvolgimento di oltre 60 bambini, davanti a una comunità numerosa e partecipe.

La rappresentazione non è stata un semplice presepe vivente, ma un racconto catechetico originale, costruito attraverso una narrazione semplice, simbolica e adatta a tutte le età. La storia prende avvio in un contesto familiare: due nonni, insieme ai loro nipotini, risalgono dalla cantina uno scatolone con il materiale per fare il presepe. Un imprevisto li costringe però a uscire di casa, lasciando i bambini soli. È proprio in quel momento che la fantasia, lo stupore e la meraviglia prendono forma.

Uno dopo l’altro, i personaggi del presepe iniziano a ‘bussare alla porta’: pastori, angeli, Maria, Giuseppe… Non statuine immobili, ma presenze vive, che entrano in casa e nel cuore dei bambini. Il presepe si compone così sotto gli occhi dello spettatore, diventando un vero e proprio Vangelo vivente, capace di parlare con linguaggio semplice ma profondissimo. Al ritorno dei nonni, il presepe è già lì, completo, come segno di una presenza che non aspetta grandi preparativi per manifestarsi.

Attraverso questa narrazione, i presenti sono stati accompagnati in un percorso di riscoperta del senso autentico della Natività: non folklore, non abitudine, ma memoria viva di un Dio che ha scelto di farsi uomo e di abitare in mezzo a noi. Il messaggio finale, rivolto a bambini, famiglie e adulti, è stato chiaro e forte: fare il presepe nelle nostre case, anche piccolo, significa aprire la porta e dire “Gesù, entra”. Solo così è davvero Natale.

Il presepe, nato quasi mille anni fa a Greccio per volontà di san Francesco d’Assisi, continua ancora oggi a essere una tradizione che educa, unisce e parla a tutte le generazioni. Ogni personaggio diventa simbolo di un’umanità in cammino, chiamata a riconoscere ciò che davvero conta: l’amore, l’umiltà, la vicinanza, la pace. Parole come “Natale è luce”, “Natale è pace”, “Natale è volersi bene” trovano il loro senso pieno solo nella presenza di Dio, Padre che dona il Figlio perché ogni uomo possa sentirsi amato.

Il parroco Don Matteo Di Bartolomeo ringrazia di cuore tutti i bambini, i catechisti, le famiglie e i volontari che hanno reso possibile questo momento di comunità, confermando ancora una volta quanto il presepe sia un’esperienza viva, capace di unire, educare e rinnovare la fede.

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