VIDEO / Mentre D’Angelo porta la comitiva a ciaspolare, Finori: “Aiuterò a liquidare la Gst”

Chi pensa che l’ex gestore sia distratto dagli investimenti in Calabria sottovaluta quello che ha anticipato nell’intervista oggi ai Prati: sarà il prossimo step giudiziario

PIETRACAMELA – Che fosse una soap-opera lo avevamo capito. E non serviva arricchirla anche oggi di una patetica scampagnata, ciaspole ai piedi, di un gruppo vacanze Piemonte, in cui ciascuno costretto dal suo ruolo, ha dovuto sottomettersi a un viaggetto ‘strappafiato’, oltre le proprie possibilità fisiche, solo per stare dietro al ‘Presidente’. Che a differenza loro si era attardato in un bombardino tonificante che gli ha scaldato non solo le gambe per affrontare la salita.

I selfie mostrati in anteprima, nel pieno disprezzo di altri che lavorano, hanno avuto l’effetto di far passare la voglia di commentare anche alla truppe amiche. Che ricordano ancora il brindisi con tanto di rinfresco in mezzo alla strada, fronte seggiocabinovia, di 8 mesi fa, il 14 maggio. Hip hip hurrà, non ci fu nemmeno il tempo di stappare che Finori ottiene il… reintegro. E la #neverendingstory era ripartita. Stavolta la scampagnata in quota ha sostituito il brindisi ed è stata blindata con l’ufficiale giudiziario.

Ma guai a credere che sia finita qui. La politica teramana, gli attori dei Prati e Pietracamela, l’ospite non invitato di Prato Selva, il triumvirato che guida la Gst… loro non sono i guerrafondai di Campo Staffi, il sindaco di Castelsantangelo sul Nera (Monte Prata, Macerata), i cugini di Monte Piselli… Alcontrario che con questi, Finori finora ha dimostrato di giocare con le tre carte, a nascondino, a sette-tè-bù-bù, fate voi. E non molla per accontentarsi o distrarsi di una altra avventura imprentoriale, stesso ramo, a Camigliatello Silano, dove – dice lui – è stato chiamato anticipato dalla sua fama di valente imprenditore nel turismo montano.

Ascoltate l’intervista che fa capire come già l’aver snobbato la comitiva in verifica giudiziale, pur restando in zona Prati, fosse già un campanello d’allarme. Al presidente Camillo già due ore dopo la festosa salita documentata sui social e sul web amico è quasi andata di traverso. Tanto da farlo correre trafelato nella sua sala consiliare a cercare una comfort zone, chiedendo aiuto a quei media che aveva snobbato un ponte verso il pubblico, affinchè confortasse le sue future scelte strategiche su come riprendere in mano quello che sembra continuare ad essere un oggetto del desiderio.

Finori sembra essere sempre lo stesso, ovvero molto convinto nell’interpretare il ruolo di guastatore dei mandati dei presidenti della Provincia. E il suo: “Aiuterò a liquidare la Gran Sasso Teramano” con cui chiude l’intervista, è più di una minaccia.

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