VIDEO / Prati di Tivo: Finori si oppone alla riconsegna, serve l’ufficiale giudiziario

A parole l’ormai ex gestore si dichiara collaborativo, poi in quota servono i trapani per aprire la stazione di monte. Ma adesso gli impianti sono tornati nel possesso della Gst

PRATI DI TIVO – Poteva la telenovela Prati di Tivo non riservare un ultimo colpo di teatro? Certo che no. Marco Finori non l’ha fatto mancare nemmeno oggi, data in cui era fissata la riconsegna degli impianti di risalita dei Prati alla Gran Sasso Teramano, in esecuzione della sentenza dei giudici civili della Corte d’appello dell’Aquila, nell’ambito del contenzioso contro la Gran Sasso Teramano.

Valerio Ferro, Piergiorgio Passerini e Giorgio D’Ignazio, i tre commissari liquidatori della Gst, avevano anticipato l’imprenditore marchigiano, sospettandone le malcelate intenzioni di fare ostruzionismo: avevano infatti richiesto la presenza dell’ufficiale giudiziario nell’eventualità fosse stato necessario forzare ingressi e serrature per accedere ai diversi locali delle pertinenze impiantistiche. E’ così è stato. Nonostante Finori, fino a pochi minuti prima che il gruppo salisse alla Madonnina (con gatto delle nevi e ciaspole passando da Cima Alta) e ancora nelle interviste che potete ascoltare in questo articolo, si meravigliasse del fatto che si era fatto ricorso al testimone giudiziario, perché lui era sempre stato disponibile alla riconsegna bonaria, al momento del dunque, i suoi delegati si sono opposti alla consegna delle chiavi dei locali della stazione di monte, alla ‘Madonnina’ (Finori non ha partecipato alla procedura).

Come potete ascoltare dal presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, che ha seguito tutti i momenti, dopo una ciaspolata di un’ora fino alla Madonnina, è stato necessario forzare gli ingressi per trovare poca documentazione e scoprire alcuni inghippi relativi ai motori ausiliari e ad altre carenze che hanno spinto D’Angelo. dire che “quell’impianto non poteva essere messo in esercizio, nemmeno ad utilizzo delle forze di soccorso in caso di necessità, come le stesse chiedono da tempo“.

ASCOLTA FINORI E D’ANGELO

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