Risorgimento, Cozzi: “La giunta demolisce la memoria”

Il consigliere di Forza Italia interviene sul progetto di abbattimento e ricostruzione della scuola primaria: “Dopo 8 anni solo atti di indirizzo”

TERAMO – Il consigliere comunale di Forza Italia, Mario Cozzi, lancia un duro affondo contro l’amministrazione D’Alberto a seguito dell’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione (DIP) per la scuola primaria ‘Risorgimento’ di via Flaiani. L’atto prevede la demolizione e la ricostruzione in situ dell’edificio per l’adeguamento sismico ed energetico, una scelta che l’esponente dell’opposizione definisce sintomo di “improvvisazione costosa“.

Secondo Cozzi, la delibera di indirizzo, arrivata dopo otto anni di governo della città, rappresenta un non-atto che certifica l’assenza di decisioni concrete.

Cozzi sottolinea come una Giunta in carica da quasi due mandati dovrebbe presentare progetti definiti e piani operativi, non limitarsi a dare indicazioni agli uffici per valutare soluzioni. “Limitarsi a un indirizzo equivale a dire che finora non si è fatto nulla – dice il consigliere di opposizione -“. La scelta della demolizione e ricostruzione preoccupa Forza Italia per l’impatto economico e identitario. Il timore è che si opti per moduli prefabbricati standardizzati, più costosi e privi di valore storico, ricalcando quanto già avvenuto per la scuola alla Cona: “Questo modello non solo costa di più, ma cancella pezzi di città e di memoria collettiva. Questi edifici non sono scatole vuote: raccontano la storia di generazioni di teramani. Sostituirle con moduli standardizzati significa perdere identità, oltre che risorse“.

Cozzi evidenzia il paradosso di programmare interventi massicci e sovradimensionati in un contesto di forte calo delle nascite. Senza una strategia scolastica aggiornata, il rischio è quello di inaugurare “cattedrali nel deserto”: “Demolire la memoria storica per costruire edifici così, non è programmazione, è improvvisazione costosa. Un’improvvisazione dove troppo spesso le strade scelte sono quelle che comportano interventi più grandi, tempi più lunghi, costi progettuali più elevati: a favore di chi? Sicuramente non dei cittadini – dice Cozzi -“.

Per l’esponente azzurro, l’operato della Giunta smentirebbe i proclami elettorali su ‘Teramo Cultura’, ‘Teramo Futuro’ o ‘Teramo al centro’: “Perché chi difende la memoria non demolisce senza una visione, e chi parla di futuro non può permettersi di navigare a vista su scuole e investimenti pubblici. Dopo otto anni, Teramo non ha bisogno di atti di indirizzo ma di decisioni vere – conclude l’esponente azzurro -. Continuare a rinviare, spendere di più e cancellare pezzi di storia cittadina senza una strategia chiara non è amministrare: è consumare tempo e risorse. Su questo terreno si misura la credibilità di chi amministra“.

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