Mariani: “Centrodestra sveglia, i danni sulla sanità teramana erano già scritti”

Secondo il presidente della Commissione vigilanza i vertici regionali avevano già sancito nella legge di riordino il declassamento di Teramo

TERAMO – Il Presidente della Commissione vigilanza della Regione Abruzzo, Sandro Mariani del Partito democratico, attacca duramente la gestione regionale della sanità. Sotto accusa la perdita di due Unità operative complesse (UOC), quella di Chirurgia a Sant’Omero e quella di Malattie Infettive a Teramo, bocciate nell’atto aziendale dall’Agenzia sanitaria regionale.

La Regione Abruzzo guidata da Marsilio continua la sua personale ed insensata ‘guerra’ contro la sanità teramana che, da eccellenza riconosciuta a livello regionale e nazionale che è stata per tanti anni, si sta vedendo scippare progressivamente risorse, professionalità, opportunità e, in ultimo, anche la dignità – scrive -”.

Secondo Mariani, l’attuale quadro non è un imprevisto, ma la diretta conseguenza della Legge regionale 60 del 2023, quella sul riordino della Rete ospedaliera, approvata dal centrodestra poco prima delle elezioni: il consigliere dem denuncia un escamotage normativo (l’articolo 3 della legge) che avrebbe illuso i consiglieri di maggioranza sulla possibilità di recuperare i tagli in un secondo momento. Nonostante le rassicurazioni in campagna elettorale, però, le tabelle allegate alla legge prevedevano già il depotenziamento dei reparti teramani.

Mariani definisce ‘carnefici’ coloro che oggi, tra le fila del centrodestra locale, gridano allo scandalo: “Coloro che oggi promettono barricate sono gli stessi che hanno votato l’atto che ha sancito il depotenziamento della nostra sanità”. Per il consigliere del Pd è necessario un cambio di rotta immediato che metta al centro il diritto alla salute anziché gli equilibri politici.

Mi sono ripromesso – aggiunge e conclude Mariani -, che su di un tema tanto delicato, quanto sensibile per la quotidianità di tanti concittadini come quello della salute, di non lasciarmi andare a strumentalizzazioni e sterili polemiche, cosa che mi è stata pubblicamente riconosciuta persino dal Presidente della Commissione Sanità in Consiglio regionale, Paolo Gatti. Ora però è arrivato il momento di agire, di porre rimedio ai tanti errori fatti dal centrodestra in questi sette anni di gestione dell’Abruzzo: quando si parla di ‘offerta di salute’ non si tratta di difendere i primari, ma di garantire servizi e diritti ai cittadini. La difesa delle singole persone non mi ha mai appassionato e se ci sono lacune gestionali si modificano gli organici, ma non si taglia il reparto. Torno quindi a chiedere al Governatore Marsilio, all’assessore Verì e a tutta la maggioranza di fare un passo indietro su questa scellerata politica di penalizzazione verso la provincia di Teramo, urge ripensare la rete sanitaria nel suo complesso, riordinare i presidi sul territorio abruzzese, facendo scelte precise anche senza guardare ai ‘campanili’ ma rimettendo al centro del dibattito l’interesse primario dei cittadini, la salute”.

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