Un’altra promessa: autostazione pronta il 15 marzo

E’ l’impegno ufficiale preso dai vertici della Tua dinanzi alla Commissione vigilanza chiesta dal consigliere regionale Cavallari. Un ritardo di un anno e mezzo

TERAMO – Il cantiere infinito di Piazzale San Francesco vede finalmente un traguardo. L’autostazione sarà riconsegnata alla città il prossimo 15 marzo. È questo l’impegno ufficiale assunto questa mattina dai vertici della TUA, la società abruzzese di trasporto pubblico, durante la Commissione di vigilanza in Regione, convocata su richiesta del capogruppo di ‘Abruzzo Insieme’, Giovanni Cavallari, e presieduta da Sandro Mariani del Partito Democratico.

L’audizione, che ha visto il confronto tra i dirigenti TUA, i progettisti e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto, ha riacceso i riflettori su un intervento che avrebbe dovuto concludersi nell’estate del 2023. Un ritardo di oltre un anno e mezzo che il Comune ha definito inaccettabile, pur ribadendo la propria collaborazione istituzionale. Gli amministratori teramani hanno sottolineato come il cantiere fermo sia una ferita aperta nel cuore della città, i cui ritardi non sono imputabili al Comune e come esso danneggi migliaia di passeggeri e colpisca duramente le attività commerciali della zona: “Pretendiamo l’accelerazione promessa“, è stata la loro richiesta.

Il sindaco D’Alberto ha rincarato la dose, sottolineando come il Comune, pur non essendo il soggetto attuatore, abbia investito circa 200mila euro di fondi propri per integrare il finanziamento dell’opera. Il primo cittadino ha inoltre contestato le giustificazioni di TUA sulle tempistiche: “Dire che le scadenze sono state rispettate è palesemente non vero e istituzionalmente scorretto. Ora guardiamo avanti: il 15 marzo l’opera deve essere riconsegnata per essere messa a sistema con la riqualificazione della stazione ferroviaria”.

D’Alberto ha infine rilanciato la battaglia per il biglietto unico intermodale anche per il territorio teramano, definendo la sua assenza un ‘grave vulnus‘ a danno dei cittadini.

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