La Asl ‘irrompe’ (senza citarla) sulla protesta a difesa del reparto del Mazzini e conferma le strategie di rilancio tese a trasformarla in Uoc
TERAMO – Nessun passo indietro, anzi, un rilancio in piena regola. La dottoressa Antonella D’Alonzo continuerà a dirigere l’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’ospedale ‘Mazzini’ di Teramo. La conferma ufficiale arriva al termine di un incontro con la direzione strategica della Asl, “mettendo fine alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore“, si legge in una nota dell’azienda.
Il Direttore generale, Maurizio Di Giosia, senza fare alcun riferimento alla protesta in atto dinanzi al Lotto III del Mazzini a difesa del reparto, ha smentito con fermezza le voci di un possibile ridimensionamento del reparto: “Smentiamo con forza gli annunci strumentali su presunti declassamenti o chiusure. Le Malattie Infettive erano e rimangono una Uosd (Unità operativa semplice a valenza dipartimentale), senza alcun pericolo di chiusura”.
L’obiettivo dell’azienda sarebbe, anzi, opposto: “Trasformare il reparto in Uoc (Unità operativa complessa), parificandolo agli altri tre centri regionali. Un passaggio ritenuto ‘naturale’ visto il peso specifico che l’unità ha assunto negli ultimi anni – scrive l’azienda -“.
Il reparto teramano non è nuovo alle sfide difficili. Fu proprio l’équipe della D’Alonzo a diagnosticare il ‘paziente zero’ in Abruzzo all’inizio della pandemia, distinguendosi poi a livello regionale per i bassi indici di mortalità nonostante l’altissimo volume di pazienti assistiti. “Il reparto c’è e ci sarà in futuro – ha rassicurato la dottoressa D’Alonzo -. Continueremo a dare il massimo per assicurare un’assistenza di qualità al territorio, forti della stima che la popolazione ci ha sempre dimostrato”.
La partita per il potenziamento del reparto resta aperta sul tavolo della Regione. Di Giosia punta ad una revisione delle linee guida (ferme al Dm 70 del 2015), sottolineando come il mondo post-pandemia richieda strutture più forti per affrontare la resistenza agli antimicrobici – definita la ‘nuova minaccia pandemica”, la recrudescenza di malattie infettive precedentemente debellate e la gestione delle infezioni MDR (Multi-Drug-Resistant).
Oggi l’unità operativa dispone di 17 posti letto (di cui 2 in Day Hospital) e si conferma un centro di riferimento non solo per i ricoveri, ma anche per i percorsi ambulatoriali e sociali come la gestione dei percorsi diagnostici con Serd, Medicina penitenziaria e Centri di accoglienza migranti. È il primo centro in Abruzzo per la profilassi pre-esposizione per l’HIV e sul fronte della lotta all’epatite C ha effettuato oltre 100 trattamenti eradicanti tra il 2023 e il 2024.
