Acqua e rifiuti, Teramo città dei buoni servizi e delle tariffe inferiori

Secondo studi di fonti indipendenti sui dati 2025, Teramo Ambiente e Ruzzo Reti presentano bollette più basse delle medie nazionali e regionali, a fronte di raccolta e infrastrutture più efficienti

TERAMO – In un’epoca segnata da rincari generalizzati, Teramo lancia un messaggio di controtendenza che arriva forte ai tavoli nazionali dell’economia locale ma soprattutto a quelli regionali in cui si discute di riorganizzazione degli ambiti provinciali.

La città infatti si distingue come uno dei municipi italiani più virtuosi nella gestione dei servizi essenziali: rifiuti e acqua. I dati diffusi nel 2025 dai principali osservatori indipendenti (Cittadinanzattiva e Legambiente) certificano un primato che coniuga la sostenibilità ambientale con il risparmio concreto per le famiglie.

Il Rapporto Rifiuti 2025 di Cittadinanzattiva fotografa una realtà sorprendente: mentre la media nazionale della TARI registra un aumento del 3,3%, a Teramo il costo scende. La città ha fatto segnare una delle riduzioni più incisive in Italia, con un decremento del 2,1%. Una famiglia-tipo teramana paga mediamente 341 euro l’anno, contro i 358 euro della media regionale e ben al di sotto dei costi di altre città abruzzesi come Chieti (385 €) e L’Aquila (381 €).

Il segreto di questo risparmio risiede nell’efficienza della raccolta differenziata. Sotto la gestione di Teramo Ambiente, la città ha superato nel 2025 la soglia record dell’80% di differenziata (78,6% il dato media consolidato), staccando nettamente Pescara (48,1%) e L’Aquila (44,5%). Il sindaco Gianguido D’Alberto e il presidente di Teramo Ambiente, Sergio Saccomandi, hanno ribadito come la scelta della gestione ‘in house’ sia stata la chiave per garantire trasparenza, qualità domiciliare del servizio e tariffe competitive.

Il quadro di virtuosità si completa con l’analisi del servizio idrico. Teramo si colloca tra le realtà con la spesa più contenuta in Abruzzo e nel Centro Italia. Secondo l’Osservatorio Prezzi e Tariffe (marzo 2025), la spesa media per una famiglia teramana è di 430 euro, a fronte di una media regionale di 482 euro e di una nazionale che tocca i 500 euro.

Ma non è solo una questione di costi: è l’efficienza delle infrastrutture a fare la differenza. Mentre l’Abruzzo soffre per una media di perdite idriche del 55,5% (con punte drammatiche oltre il 70% a Chieti), la rete gestita dalla Ruzzo Reti nel territorio comunale di Teramo limita le perdite al 27,9%. Un dato che ha permesso a Teramo di essere inserita da Legambiente nel rapporto Ecosistema Urbano 2025 tra i pochissimi capoluoghi italiani realmente virtuosi, accanto a centri d’eccellenza come Brescia, Cremona e Ravenna.

Questi dati confermano che la strada intrapresa è quella giusta – commenta la presidente della Ruzzo Reti, Alessia Cognitti –. Il territorio servito dalla Ruzzo Reti si distingue non solo per il contenimento delle tariffe, tra le più basse a livello regionale, ma anche per un’infrastruttura che mostra standard di efficienza superiori alla media. Investire sull’efficienza, tutelare le risorse e contenere i costi per le famiglie non sono obiettivi alternativi, ma parte di una visione integrata e concreta del servizio pubblico. È una responsabilità che condividiamo ogni giorno con i Comuni e con i cittadini. La gestione pubblica dell’acqua può e deve dimostrare di essere un modello efficace, in grado di coniugare qualità, equità e attenzione al territorio“.

L’analisi combinata dei due settori delinea quello che ormai viene definito il ‘modello Teramo’. La capacità di mantenere i costi bassi non deriva da una riduzione dei servizi, ma da una gestione industriale ottimizzata e da una cittadinanza attiva e collaborativa. “Non è un caso se Teramo si distingue nel panorama del Centro-Sud – commentano le autorità cittadine – è la dimostrazione che quando il servizio pubblico funziona, produce benefici diretti sul portafoglio dei cittadini e sulla salute dell’ambiente”.

In un panorama regionale dove le altre province faticano ad adeguarsi ai criteri ARERA e subiscono rincari a doppia cifra, Teramo conferma la propria posizione di leadership, dimostrando che la transizione ecologica può (e deve) fare rima con risparmio economico.

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