L’arte teramana piange la scomparsa del pittore Gabriele Adamoli

L’artista 81enne, già docente all’Agrario e poi al Liceo Artistico, aveva frequentato lo studio di Alteo Tarantelli. Sgattoni lo esaltò come uno dei più meritevoli della ‘scuola teramana’

TERAMO – Il mondo dell’arte teramana piange la scomparsa di Gabriele Adamoli, venuto a mancare improvvisamente all’età di 81 anni. Adamoli, valente artista, fu definito da Giammario Sgattoni uno dei pittori più meritevoli della rinata ‘scuola teramana’. Di natura schiva e silenzioso, coltivò sin da piccolo la passione per il disegno, e dopo aver conseguito il diploma di geometra, iniziò a dipingere da autodidatta, utilizzando prevalentemente la tecnica dell’olio, incoraggiato dall’amico pittore Alteo Tarantelli – del quale frequentò lo studio -, e mostrando un’attenzione particolare per il tema del paesaggio (‘i suoi paesaggi regalano pace a chi li osserva’), ma non escludendo altre tematiche.

Lavorò presso l’Istituto Agrario ‘Rozzi’ e poi al Liceo Artistico di Teramo, ed era in pensione da una quindicina d’anni. Per lunghi anni ebbe il suo studio in via dei Mille, dove si radunavano amici e pittori. Negli anni Settanta e Ottanta concorse a numerosi premi di pittura, ottenendo lusinghieri successi (in oltre 20 concorsi gli venne attribuito il primo premio). Negli anni successivi si dedicò esclusivamente ad un lavoro di ricerca e quadri da studio, lontano dai riflettori, assecondando la sua natura riservata.

Per descriverne la personalità artistica ricorriamo alle parole di Alteo Tarantelli, che così ne tratteggiò il temperamento: “Parlare di Adamoli è facile e difficile allo stesso tempo. Permeato di genuina poesia, è pittore che soffre e gioisce insieme, ma soprattutto soffre perché è giusto che l’Artista senta e viva nel profondo la sofferenza-gioia che consente l’amalgama che, per mezzo del colore, darà vita all’opera d’arte. Adamoli è un pittore vero. Uomo schivo e silenzioso che rifugge dai clamori contemporanei, preferisce far parlare le sue opere“.

(si ringrazia Federico Adamoli)

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