La Asl di Teramo ha celebrato la Giornata mondiale del malato con un convegno
TERAMO – Mettere la persona al centro, trasformando la cura da prestazione clinica a relazione umana. È questo il messaggio emerso oggi nell’aula convegni dell’ospedale di Teramo durante il convegno ‘La compassione del samaritano: una nuova cultura della salute nel territorio’, organizzato in occasione della 24esima Giornata mondiale del malato.
L’incontro ha visto protagonisti il Direttore Generale della Asl, Maurizio Di Giosia, e il Vescovo della Diocesi Teramo-Atri, monsIgnor Lorenzo Leuzzi, insieme a rappresentanti del mondo accademico, degli ordini professionali e del volontariato. Al centro del dibattito, la necessità di una sanità di prossimità che riduca le distanze tra istituzioni e cittadini.
“Il malato non è un numero, ma una persona con una storia. Umanizzare la cura significa unire competenza ed empatia – ha sottolineato Di Giosia, evidenziando come la medicina territoriale debba essere una rete capace di ascolto per alleggerire la pressione sugli ospedali -“. Sulla stessa scia monsignor Leuzzi, che ha citato la parabola del Buon Samaritano per invocare un potenziamento della prevenzione: “Curare sempre, guarire se possibile. Nessuno sul territorio deve sentirsi solo o abbandonato”.
Tra gli interventi tecnici, particolare rilievo hanno assunto le relazioni di Eleonora Sparvieri (ADI Asl Teramo) sulla capillarità dell’assistenza domiciliare e di Massimo De Martiniis (UniAq) sulla formazione universitaria degli operatori. Presente per i saluti istituzionali anche il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha ribadito il valore dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari. La mattinata si è conclusa con le testimonianze del volontariato e dei pazienti, confermando che la tecnologia, per essere efficace, non può mai prescindere dal fattore umano.
