Incontro tra l’Amministrazione, l’Ufficio speciale per la ricostruzione con Ance e Aniem. Sul tavolo la proposta di emendamento al DL 189 e la conferma dell’esenzione del suolo pubblico per tutto il 2026
TERAMO – Prosegue il dialogo serrato per gestire la complessa convivenza tra la ricostruzione post-sisma e la vivibilità del cuore della città. Questa mattina, un nuovo tavolo tecnico ha riunito il sindaco Gianguido D’Alberto e i vertici di ANCE e ANIEM. La presenza del direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, Vincenzo Rivera, ha segnato un passo avanti fondamentale verso una strategia condivisa per la tutela del decoro urbano durante i lavori.
Il nodo centrale riguarda i danni subiti dalle pavimentazioni del centro storico. Il continuo passaggio di mezzi pesanti, essenziali per i cantieri della ricostruzione, ha inevitabilmente deteriorato il suolo pubblico di numerose strade cittadine. Per risolvere il problema senza gravare sui bilanci delle imprese o sulle casse comunali, l’amministrazione e l’Usr puntano ad una soluzione legislativa. Come? Intanto con una integrazione al Decreto Legge 189: l’obiettivo è richiedere stanziamenti specifici per il ripristino delle aree danneggiate dai flussi di cantiere. Poi con risorse dedicate: non si tratterà di fondi legati alla rigenerazione urbana, ma di fondi mirati esclusivamente ai danni ‘fisiologici’ causati dai mezzi d’opera nel cratere.
‘La nostra volontà è trovare una strada che non sovraccarichi le imprese, incidendo sui quadri economici degli interventi – ha dichiarato il sindaco D’Alberto -. È un problema comune a molti municipi del cratere e, insieme al direttore Rivera, presenteremo una richiesta ufficiale di integrazione normativa”.
Oltre al tema infrastrutturale, l’incontro ha portato buone notizie per il tessuto economico locale. L’amministrazione ha confermato che anche per tutto il 2026 resterà in vigore l’esenzione del canone per l’occupazione di suolo pubblico. Il provvedimento riguarda le imprese con sede legale o operativa nei territori del cratere 2016. La misura, accolta con grande soddisfazione dai rappresentanti di ANCE e ANIEM, viene indicata come un modello virtuoso che potrebbe essere presto replicato in altri comuni colpiti dal sisma.
