Domattina i funerali al Sacro Cuore di via Pannella: dall’Arap alla Sanic, profuse passione e impegno economico per salvare il Teramo Basket. Pilastro dell’economia cittadina, aveva 85 anni ed era malato
TERAMO – Saranno celebrati domattina, giovedì 12 febbraio, all 10:30, nella ‘sua’ chiesa del Sacro Cuore di via Pannella, i funerali di Aniello Raffaele, per tutti ‘Lino’, Pellecchia, scomparso questa notte all’età di 85 anni dopo una lunga malattia.
E’ proprio il quartiere della Stazione che ha visto nascere, crescere e svilupparsi la tradizione imprenditoriale della famiglia Pellecchia, della quale Lino ha rappresentato la punta di diamante nelle strategie e nelle scelte industriali.
Pellecchia è stato un imprenditore di rilievo nel settore delle forniture sanitarie e ospedaliere, brand industriale che ha caratterizzato il marchio famigliare negli ultimi 40 anni. Erede di una famiglia che attraverso l’Arap aveva rappresentato in città la classe imprenditoriale media italiana figlia del boom economico, con la commercializzazione nel settore dei prodotti petroliferi e della plastica, la sua attività principale faceva capo alla Sanic, azienda con la quale ha operato per anni nel tessuto economico abruzzese.
La sua solidità imprenditoriale gli ha permesso, in diverse occasioni, di intervenire con risorse proprie per sostenere progetti di interesse pubblico per la città. Il suo nome è, in particolare, legato indissolubilmente all’epoca d’oro del Teramo Basket. E’ intervenuto nel momento critico per la società, direttamente come socio e amministratore unico, per garantire l’iscrizione al campionato e la continuità del titolo sportivo dopo la conquista della massima serie, spesso versando somme ingenti per coprire le scadenze, come in occasione della celebre ‘wild card’ spesa per la Serie A. Era il giugno 2011, il Teramo Basket (allora targato Banca Tercas) finì la stagione al penultimo posto, posizione che avrebbe comportato la retrocessione in Legadue. Tuttavia, grazie a una riforma regolamentare, la società ebbe la possibilità di restare nel massimo campionato pagando una ‘tassa di permanenza’, ovvero la wild card. In quel momento di estrema incertezza societaria, con la dirigenza Antonetti in difficoltà, fu proprio l’intervento della famiglia Pellecchia (all’epoca già socio e poi proprietario) a garantire la liquidità necessaria. Lino Pellecchia definì quel gesto come “l’ultimo regalo alla città“, un investimento a fondo perduto per non far sparire il basket d’élite da Teramo: la cifra sborsata ammontò a oltre 500.000 euro.
La salma di Lino Pellecchia, che lascia la moglie Luana e i figli Francesco e Antonio (come il papà imprenditore nel settore sanitario), è esposta nella camera ardente alla casa funeraria Petrucci Carlo a Villa Pavone fino a questa sera alle 20. Alla famiglia giungano le condoglianze della redazione di emmelle.it
