Rigopiano, appello bis: 3 condanne, assolto l’ex sindaco di Farindola

Sentenza a Perugia dopo 8 ore di camera di consiglio. Due anni a tre ex dirigenti regionali. Lacrime in aula ma esplode la rabbia dei familiari

PERUGIA – Si chiude con un bilancio di tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni il processo d’Appello bis per la tragedia dell’hotel Rigopiano, l’albergo di Farindola travolto da una valanga il 18 gennaio 2017, che costò la vita a 29 persone. La Corte d’Appello di Perugia, dopo quasi otto ore di camera di consiglio, ha parzialmente riscritto la geografia delle responsabilità per quel disastro che ha segnato indelebilmente l’Abruzzo e l’Italia intera.

La Corte ha inflitto due anni di reclusione agli ex dirigenti della Regione Abruzzo Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Dall’altro lato, la sentenza ha sancito l’assoluzione per l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta (per il quale il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna a 2 anni e 8 mesi), per l’ex tecnico comunale Enrico Colangeli e per i dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera. Per quanto riguarda gli ex dirigenti della Provincia di Pescara, Mauro Di Blasio e Paolo D’Incecco, i giudici hanno dichiarato la prescrizione.

Il momento della lettura del dispositivo è stato segnato da altissima tensione. Appena pronunciata l’assoluzione di Lacchetta, l’avvocato difensore Cristiana Valentini è scoppiata in un pianto liberatorio. Una reazione che ha scatenato l’immediata e dolorosa protesta dei parenti delle vittime presenti in aula. “Si piange per la morte di un figlio, non per un’assoluzione“, ha urlato con forza la madre di Stefano Feniello, una delle 29 vittime, dando voce a un sentimento di frustrazione che da anni accompagna i familiari nella ricerca della verità giudiziaria.

Sulla sentenza è intervenuto il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, con una nota improntata al rispetto delle istituzioni ma carica di partecipazione al dolore: “Questa decisione non può che suscitare sentimenti di dolore e di partecipazione verso i familiari delle vittime – ha dichiarato Marsilio -. Nessuna decisione giudiziaria potrà mai restituire le vite perdute, né cancellare la ferita profonda lasciata nel cuore del Paese. Attendiamo la pubblicazione delle motivazioni per una valutazione completa, rinnovando la vicinanza a chi ha cercato giustizia con dignità“.

Leave a Comment