L’accusa chiede 8 anni e 60mila euro di multa per il 36enne di Giulianova accusato di pedopornografia. La vicenda è strettamente collegata alla morte della 19enne di Tortoreto dal cavalcavia dell’A14 nel 2015
TERAMO – Sarà pronunciata il prossimo 5 marzo la sentenza nel processo che vede imputato Francesco Giuseppe Totaro, il 36enne di Giulianova accusato di pedopornografia, in un procedimento giudiziario che va avanti da mesi ed è strettamente collegato alla tragica vicenda di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto precipitata nelgiorno del suo compleanno, nel 2015, da un cavalcavia dell’A14 nelò territori di Mosciano.
Perchè tra le tante prove che hanno portato il giovane giuliese davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti ci sono anche le tante foto osè di Giulia – e di altre ragazze all’epoca tutte 17enni e dunque minorenni-. Nell’udienza di questa mattina è stata ascoltata la mamma di Giulia, Meri Koci, che da anni si batte per trovare una soluzione al giallo della morte della figlia, anche contro l’archiviazione dell’inchiesta per istigazione al suicidio, da parte del gip, qualche anno fa.
La donna, citata come testimone dalla difesa dell’imputato, ha parlato ai giudici per mezz’ora, spesso interrompendosi per l’emozione e le lacrime, soprattutto quando le è stato chiesto di riconoscere alcune foto oggetto dell’indagine. Nella sua requisitoria, la pm Laura Colica, ha fatto riferimento, leggendoli, ad alcuni sms che dimostrerebbero la richiesta, da parte di Totaro, di prestazioni sessuali in cambio di denaro alle ragazze. La pubblica accusa ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione e 60mila euro di multa, mentre l’avvocato Tiberio ha chiesto l’assoluzione per l’insussistenza dei fatti, con la raccomandazione ai giudici di giudicare il suo assistito sulla base dei reati contestati e non per la morte di Giulia, a cui risulta estraneo.
Totaro è difeso dall’avvocato Donatella Tiberi. Nel processo i genitori di Giulia, Meri e Luciano, sono parte civile assistiti dagli avvocati Antonio Di Gaspare e Gianfranco Di Marcello.
