I giudici rigettano l’opposizione delle imprese Cingoli e Costruttori Teramani, ma la decisione sul merito per la prima è fissata tra due mesi. Ma UniTe potrebbe già aggiudicare alla Vittorini Costruzioni dell’Aquila
TERAMO – Il Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo ha respinto il ricorso presentato dalla società Cingoli Nicola & Figlio srl, in associazione temporanea con la Idri spa, contro l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della ‘Cittadella della Cultura’ nel complesso dell’ex Manicomio Sant’Antonio Abate di Porta Melatina a Teramo. L’appalto, bandito dall’Università degli Studi di Teramo, era stato assegnato all’impresa aquilana Vittorini Emidio Costruzioni srl con delibera del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo del 3 novembre scorso.
Le imprese ricorrenti avevano sollevato ben sette motivi di impugnazione, contestando sotto diversi profili la regolarità della procedura di gara: dalla qualificazione tecnica dell’aggiudicataria, alla validità della certificazione antiCorruzione Uni Iso 37001:2016, fino alla congruità della garanzia fideiussoria presentata e alla sussistenza di presunte cause di esclusione legate a un precedente penale ambientale a carico del legale rappresentante della vincitrice.
Il Tar, nella camera di consiglio dell’11 febbraio scorso, ha ritenuto nessuna delle censure sufficientemente fondata. Sul punto più delicato — il reato ambientale — i giudici hanno chiarito che il successivo pagamento dell’oblazione aveva comportato l’estinzione del reato, rendendo legittima la scelta della stazione appaltante di non avviare ulteriori verifiche sull’affidabilità della ditta. Quanto alla garanzia fideiussoria, il collegio ha ritenuto regolare la sua integrazione attraverso il cosiddetto ‘soccorso istruttorio’, strumento previsto dal Codice degli Appalti per sanare irregolarità formali senza alterare il contenuto dell’offerta.
Nel bilanciare gli interessi in gioco, il tribunale ha accordato netta prevalenza all’interesse pubblico alla rapida esecuzione di un’opera di “rilevante pregio architettonico“, rispetto all’interesse economico delle ditte ricorrenti, peraltro ritenuto “pienamente ristorabile” e non irreversibilmente compromesso dall’attesa del giudizio di merito.
Adesso i lavori per la ‘Cittadella della Cultura’ possono dunque procedere, anche se resta da superare lo scoglio del giudizio sul merito del ricorso presentato da Cingoli: sarà discusso nell’udienza pubblica fissata tra due mesi. C’era anche un secondo ricorso, quello presentato dalla Costruttori Teramani, respinto anche questo dai giudici del Tar, per insussistenza del ‘fumus boni iuris’: in questo caso la vicenda si chiude qui, non essendo stata fissata udienza per il merito.
