Il commissario (confermato dalla Regione) illustra risultati e obiettivi: dall’efficientamento energetico della casa di riposo ai nuovi posti letto, fino al recupero di un mln di euro da cooperative che incassavano senza sostenere i costi del personale
TERAMO – Un piano di rilancio ambizioso, con numeri concreti e scadenze precise. Roberto Canzio, commissario dell’Asp1 di Teramo, che gestisce anche la Casa di Riposo De Benedictis di viale Crispi, ha fatto il punto sulla situazione dell’ente, illustrando risultati già raggiunti, cantieri in partenza e obiettivi per il 2026. Un bilancio che, secondo il commissario (di recente confermato alla guida dell’Azienda per i servizi alla persona), parla di risparmi, nuove entrate e, soprattutto, di circa 200 posti di lavoro in arrivo.
Tra le notizie più fresche, Canzio ha annunciato che è arrivata proprio nelle ultime ore la conferma del finanziamento da parte del Gse — il Gestore dei Servizi Energetici — che consentirà di avviare i lavori di efficientamento energetico della casa di riposo di Teramo (e poi di Nereto). Sul fronte dei nuovi servizi, l’asilo Gemma Marconi, in via di recupero nel complesso dell’ex Regina Margherita, potrebbe aprire già a settembre, mentre proprio nell’ex collegio femminile di piazza Dante – dove è in fase di chiusura la gara per i lavori – saranno attivati 40 posti riservati a pazienti con patologie gravi e ulteriori 30 posti sono previsti in via Taraschi a Teramo.
“Da questo tipo di attività – ha sottolineato Canzio – si potranno creare circa duecento posti di lavoro, senza considerare l’indotto“. Un dato che il commissario ha voluto mettere in evidenza come uno degli obiettivi centrali del piano, accanto alla qualità dei servizi offerti agli utenti. Tutto ciò che è stato messo in campo, ha precisato, punta a completarsi entro il 2026.
Due le priorità dichiarate per l’anno prossimo: il recupero di 15 appartamenti di proprietà dell’Asp1 situati a Giulianova, in prossimità dell’ospedale, attualmente in condizioni critiche ma vicini ad ottenere un finanziamento per essere ristrutturati e l’accreditamento dei posti letto già autorizzati, passaggio fondamentale per consolidare l’offerta assistenziale dell’ente.
Canzio non ha mancato di affrontare alcune criticità ereditate dalla gestione precedente. “Abbiamo riscontrato un’anomalia: alcune cooperative incassavano direttamente per i servizi erogati, ma il personale veniva caricato sulle spalle dell’Asp“. Una situazione che ha portato l’ente a richiedere circa un milione di euro indietro. Le nuove gare d’appalto, ha spiegato il commissario, sono state strutturate per eliminare alla radice questi squilibri: i soggetti aggiudicatari dovranno ora farsi carico di tutti i costi — utenze, mezzi e personale — senza più gravare sull’ente pubblico come invece accadeva in precedenza.
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