VIDEO / Metalmeccanica, l’occupazione femminile doppia la media, ma resiste il ‘soffitto di cristallo’

Un’analisi di Fiom Cgil e UniTe su sei aziende della provincia svela luci e ombre della sostenibilità sociale: la presenza media di donne tocca il 30,7%, ma i ruoli dirigenziali restano a trazione maschile e generando un divario retributivo strutturale

TERAMO – “L’8 marzo non è una festa, le donne non hanno nulla da festeggiare“. Inizia con questa presa di posizione l’analisi della FIOM CGIL di Teramo sulle disuguaglianze di genere, supportata da uno studio condotto con l’Università di Teramo sui rapporti biennali del personale nel settore metalmeccanico locale. I dati descrivono un problema strutturale legato alla ‘segregazione verticale’: su un campione di circa 4.000 addetti, solo il 2,6% delle donne ricopre ruoli dirigenziali e il 6,35% posizioni di quadro. La maggioranza si concentra nei livelli impiegatizi (36%) o tra gli operai (43%).

Secondo la ricerca, il divario economico – che a livello nazionale di settore supera il 14% globale e il 25% nel salario accessorio – non deriva da differenze retributive a parità di mansione, ma dalla distribuzione gerarchica e dalla penalizzazione sui premi di produzione, spesso legati a straordinari e flessibilità oraria difficilmente conciliabili con i carichi familiari. “Contrastare il divario non è solo una questione economica,
ma una battaglia di dignità che va vinta con la contrattazione
“, dichiara Natascia Innamorati, segretaria FIOM Teramo.

Un’urgenza confermata dalla delegata e componente della segreteria Cgil, Letizia Di Donato, la quale ricorda che “l’autonomia economica è lo strumento fondamentale per sottrarre le donne vittime di violenza alla ricattabilità“.

Lo studio, curato dal professor Corrado Pasquali (UniTe), evidenzia anche una maggiore instabilità contrattuale per le lavoratrici, sottolineando la necessità di “politiche pubbliche a sostegno della genitorialità che non penalizzino le donne“. In vista della scadenza del 30 aprile 2026 per la presentazione dei nuovi rapporti sul personale (biennio 2024-2025) da parte delle aziende con oltre 50 dipendenti, la CGIL annuncia controlli a tappeto: “Vigileremo affinché le aziende rispettino questo obbligo – avverte Mauro Pettinaro, segretario organizzativo CGIL Teramo – perché la trasparenza sui
dati è uno strumento fondamentale per contrastare le
disuguaglianze“.

ASCOLTA LA SEGRETARIA FIOM CGIL NATASCIA INNAMORATI

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