Filcams e Flc Teramo incrociano le braccia per rivendicare parità salariale, diritti e lavoro dignitoso. In mattinata presidio e volantinaggio all’Università di Teramo
TERAMO – La mobilitazione per i diritti delle donne non si esaurisce con l’8 marzo, ma si sposta nei luoghi di lavoro. Con lo slogan ‘Non c’è umanità senza lotta femminista’, la Filcams Cgil e la Flc Cgil di Teramo hanno proclamato per la giornata di domani, lunedì 9 marzo, uno sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori del commercio, turismo, servizi e della conoscenza. L’obiettivo è chiaro: rivendicare una reale parità di genere, diritti tutelati e un lavoro che sia pienamente dignitoso.
A motivare lo sciopero è un quadro economico e sociale che continua a penalizzare pesantemente l’occupazione femminile. Secondo i dati diffusi dalla Filcams Cgil Teramo, le donne restano più esposte al lavoro precario e registrano livelli di disoccupazione nettamente superiori, toccando quota 42%, un dato fortemente condizionato dai carichi di cura familiare che ricadono quasi esclusivamente su di loro.
La fotografia del mercato del lavoro mostra disparità strutturali evidenti: il 71,3% dei lavoratori dipendenti a bassa retribuzione è donna, tra queste, ben l’81,3% ha un contratto part-time, molto spesso imposto e non frutto di una scelta volontaria, il divario salariale (gender pay gap) si attesta su circa 8.000 euro annui in meno rispetto ai colleghi uomini.
Questa situazione di fragilità si acuisce nei settori rappresentati dalla Filcams. “Parliamo di comparti fondamentali per l’economia – spiega il sindacato – ma caratterizzati da lavoro povero, part-time involontario, contratti a termine e una forte flessibilità che troppo spesso si trasforma in precarietà. In questi contesti le donne pagano il prezzo più alto, divise tra bassi salari, solitudine lavorativa e l’enorme difficoltà di conciliare vita e lavoro“. Per i sindacati, ciò che avviene nelle aziende è il riflesso di un modello patriarcale radicato, che limita l’autonomia economica e sociale delle donne. A questo si aggiunge la forte critica alle recenti scelte politiche, giudicate inadeguate, come la debole applicazione della direttiva europea sulla trasparenza salariale e la bocciatura delle proposte sul congedo paritario.
Per dare voce a queste rivendicazioni, il 9 marzo alle 11, le sigle Filcams e Flc di Teramo terranno un presidio con volantinaggio presso l’Università degli Studi di Teramo. Una scelta del luogo tutt’altro che casuale: l’Ateneo rappresenta il simbolo della cultura e il presidio della conoscenza per eccellenza. Secondo il sindacato, è proprio da qui, dalle nuove generazioni, che bisogna partire per debellare la cultura del patriarcato. La scuola e l’università diventano veicoli fondamentali per promuovere consapevolezza e cambiamento sociale, ribadendo che un futuro senza diseguaglianze si costruisce prima di tutto attraverso l’educazione.
“Per la Filcams la libertà delle donne passa prima di tutto dall’autodeterminazione e dall’indipendenza economica – conclude Vincenzo Quaranta, segretario della Filcams Cgil Teramo -. Per questo il 9 marzo scioperiamo: per un lavoro stabile, regolare e dignitoso, per la parità salariale, contro ogni forma di violenza e discriminazione e per costruire una società davvero più giusta e inclusiva“.
