Nel reparto di Cardiologia-Utic su un paziente 62enne: il dispositivo eroga una terapia che non genera contrazioni elettriche bensì regola i processi biochimici nel cuore
GIULIANOVA – Un nuovo e importante traguardo per la medicina teramana e abruzzese è stato raggiunto all’ospedale di Giulianova. L’équipe dell’Unità operativa complessa di Cardiologia-Utic, diretta dal dottor Donatello Fabiani, ha eseguito con successo un innovativo intervento di cardiostimolazione su un paziente di 62 anni di Roseto.
L’uomo, affetto da grave insufficienza cardiaca congestizia e ormai non più responsivo alle tradizionali terapie farmacologiche, era costretto a continui ricoveri. Per lui, come per molti pazienti nella stessa condizione clinica, le prospettive terapeutiche erano limitate. A cambiare lo scenario è stato l’impianto, con tecnica mini-invasiva, di un dispositivo intracardiaco di ultima generazione per la modulazione della contrattilità miocardica.
A differenza dei pacemaker tradizionali, questo dispositivo eroga una speciale terapia elettrica che non genera nuove contrazioni cardiache. Il suo scopo è invece quello di migliorare la gestione del calcio all’interno delle cellule: un processo biochimico che incrementa la naturale forza contrattile del cuore, favorendo il recupero della funzionalità dell’organo.
La nuova procedura rappresenta un ulteriore salto di qualità per la Cardiologia teramana, affiancandosi a tecniche avanzate già in uso come la stimolazione di branca sinistra. Un risultato reso possibile dal lavoro dei medici Francesco Santarelli e Cristiano Massacesi e di tutta l’équipe del Servizio di elettrostimolazione, supportata dal gruppo del reparto coordinato da Mariagrazia Di Sante.
Plauso dai vertici dell’Azienda sanitaria locale: “Questo intervento rappresenta un ulteriore progresso terapeutico per la Asl di Teramo – ha sottolineato il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia – ed è il frutto della sinergia tra le diverse professionalità coinvolte e dell’impegno costante dell’Azienda nel rispondere ai bisogni di salute del territorio”.
