Città in lutto per la morte di Daniele Portella, fu assessore e vicesindaco

Il noto architetto avrebbe compiuto 73 anni a Pasqua. Maggiorente Dc, per la prima volta in Consiglio nel 1990, fu vice di Antonio Gatti nella consiliatura successiva. Si deve a lui la ristrutturazione dell’ex carcere di Sant’Agostino

TERAMO – Il mondo delle professioni e la politica cittadina pingono la scomparsa, oggi, dell’architetto Daniele Portella, protagonista della vita sociale teramana nel suo ruolo di professionista ma soprattutto per essere stato personaggio di spicco della Democrazia Cristiana e per essa assessore e vicesindaco nelle amministrazioni degli anni ’90.

Portella, classe 1953, è venuto a mancare alla soglia dei 73 anni, che avrebbe compiuto nel giorno di Pasqua, il prossimo 5 aprile. Fu nella consiliatura da molti definita d’oro, quella eletta con il voto del 1990, che portò a Palazzo di Città esponenti politici del calibro di Marco Pannella, Virginio Bettini, o personaggi come Ivan Graziani e Grazia Scuccimarra, Walter Mazzitti, che la figura di Portella salì agli onori delle cronache amministrative cittadine con la sua elezione e la successiva nomina ad assessore. Erano i tempi di Pietro D’Ignazio sindaco, che gli affidò le deleghe all’istruzione, alla promozione sociale, diritto allo studio, sport, tempo libero e impiantistica sportiva.

Esponente politico, come era consuetudine allora, di una delle tre correnti politiche dello scudocrociato (in particolare quella che a Teramo faceva riferimento all’onorevole Alberto Aiardi), riconosciuto per le sue competenze tecniche, Portella confermò di essere riferimento attivo tra i maggiorenti Dc anche nella consiliatura successiva, quella guidata da Antonio Gatti sindaco, primo cittadino dal febbraio 1993: in quell’esecutivo, che attraversò una delle fasi più turbolente della storia politica cittadina, Portella fu assessore ai lavori pubblici e vice sindaco. Tra i suoi lasciti, si ricorda il forte impulso per la progettazione e il recupero funzionale dell’ex carcere di Sant’Agostino, per consentirvi il trasferimento e l’insediamento dell’Archivio di Stato, donando a questa istituzione una sede adeguata e prestigiosa.

Daniele Portella lascia le figlie Aurora e Francesca, il fratello Mario e la sorella Stefania. La salma è esposta nella camera ardente presso la casa funeraria Petrucci Carlo a Villa Pavone. I funerali saranno celebrati giovedì 12 marzo, alle 15, nella chiesa della Madonna del Carmine a Teramo.

L’apertura alla città: Portella ebbe l’intuizione di destinare la vasta area interna (l’ex cortile) a verde pubblico, attrezzandolo con servizi per i cittadini. Decise inoltre di realizzare due varchi (aperture) nell’imponente muro di cinta che affacciava sulla circonvallazione, rompendo così in modo fisico e simbolico l’isolamento dell’ex prigione e ricongiungendola al tessuto urbano di Teramo.

Il polo culturale: La trasformazione e il recupero dei locali dell’ex struttura carceraria per consentire il trasferimento e l’insediamento dell’Archivio di Stato, donando a un’istituzione fondamentale una sede adeguata e prestigiosa.

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