Scatta la selezione per le assunzioni in Case e Ospedali di Comunità

Avviate le prove per reclutare infermieri e Oss, con oltre 2.700 candidati ai nastri di partenza. Ecco quante e quali figure professionali occorrono. Entreranno in servizio dal prossimo 1° maggio

TERAMO – Sono ufficialmente entrate nel vivo le procedure di assunzione per dotare di personale le nuove Case e gli Ospedali di Comunità della Asl diTeramo, le strutture cardine del nuovo modello di assistenza sanitaria disegnato dal PNRR e dal DM 77. La macchina organizzativa si è messa in moto per garantire che i nuovi professionisti possano prendere servizio già a partire dal prossimo 1° maggio.

Da giovedì scorso sono scattate le prove dedicate agli infermieri: la commissione esaminatrice è chiamata a valutare ben 691 candidati, scaglionati in gruppi da 60 al giorno, con la conclusione dei lavori fissata per il 2 aprile. Nella giornata di oggi, invece, ha preso il via la selezione per gli Operatori socio sanitari (OSS). In questo caso i numeri sono ancora più imponenti: gli ammessi alle prove sono 2.052. Per smaltire il carico, una commissione centrale e tre sottocommissioni lavorano in parallelo per esaminare 60 candidati quotidianamente.

Questi avvisi a tempo determinato hanno una duplice finalità: da un lato, coprire il fabbisogno delle nuove strutture territoriali; dall’altro, sopperire a diverse esigenze aziendali, come la fisiologica conclusione dei contratti di somministrazione attualmente in essere. Le procedure in corso sono solo un tassello di un piano di potenziamento più ampio. Mentre si attende l’avvio del reclutamento per i nuovi fisioterapisti ed è ormai alle battute finali il concorso per gli assistenti sociali, l’Azienda ha tracciato il quadro esatto delle necessità. Il nuovo contingente, che andrà a integrarsi con il personale già operativo sul territorio, prevede l’inserimento di 36 infermieri, 29 operatori socio sanitari, 8 assistenti sociali, 4 medici, 4 fisioterapisti e 3 coadiutori amministrativi.

A sottolineare la portata strategica di questo innesto di personale è il Direttore generale, Maurizio Di Giosia: “Le Case della comunità – spiega – rappresentano il cuore del nuovo modello di sanità territoriale previsto dal decreto ministeriale 77. In questi presidi l’assistenza ruota finalmente intorno alla persona, e non esclusivamente alla malattia: medici di medicina generale, infermieri di famiglia, specialisti e assistenti sociali operano in modo integrato per garantire continuità e alta qualità dell’assistenza. Il nuovo personale – conclude Di Giosia – avrà dunque un ruolo centrale per il funzionamento di queste strutture, che sono basilari per la nuova visione di medicina di prossimità e per una sanità sempre più vicina ai cittadini, senza dimenticare l’importante e positivo risvolto occupazionale che questa operazione porta al nostro territorio“.

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