“Posizionata così toglie i posti bianchi per parcheggiare” e dopo mezz’ora di protesta la struttura scompare e tutto torna come prima
TERAMO – Il fuoco cova sotto la cenere e, almeno nel caso della zona tra via Savini e via Sant’Antonio, non sempre resta sotto ma torna a divampare. E’ successo questa mattina e la ‘rivolta’ dei residenti contro il caos cantieri e la carenza di posti auto gratuiti ha sortito l’effetto di far fare dietrofront all’impresa e rimescolare le carte.
I fatti: una ordinanza errata nella forma (datata al prossimo 10 novembre e che citava via Cameli invece che via Sant’Antonio come in realtà avrebbe dovuto) ha dato il via da questa mattina al posizionamento della recinzione con barriere lungo il lato destro (a scendere verso via Cameli) dell’ex Conservatorio Braga, dove si sta perfezionando il cantiere di lavori di recupero dell’immobile. Una recinzione ritenuta dai residenti troppo larga dal marciapiedi, che invade la sede stradale e, rispetto alle altre della zona, impedisce di fatto la sosta delle auto: 15 i posti auto ‘bianchi’, gli ewnnesimi, sacrificati alla ricostruzione.
Ma quel che è peggio, dicono assieme Serenella Conocchioli, Domenico Ferri e Cesare Taraschi, è il fatto che non sono state offerte alternative a chi vive nella zona e ogni giorno deve fare i conti con la lotteria di un parcheggio vuoto. Loro propongono infatti di permettere ai residenti di sostare gratuitamente o a un costo esiguo, sulle strisce blu.
I residenti hanno anche sollecitato l’intervento della polizia locale per la verifica dei requisiti della recinzione da cantiere ma appena dopo l’arrivo della pattuglia, la recinzione stessa è stata rimossa, ma solo nel lato di via Sant’Antonio. Non è successo altrettanto in via Stazio, altra via da ‘casus belli’, dove è stato posizionato un divieto di transito a crea un singolare by-pass su un tratto di un centinaio di metri soltanto che costringe a un percorso ad ostacoli per proseguire nella marcia su via Stazio fino a via Vincenzo Irelli.
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