Il capogruppo consiliare di Forza Italia denuncia cantieri infiniti, cronoprogrammi saltati e un quarto rimpasto in arrivo. Nel mirino l’ipogeo, la gestione delle scuole e le transenne “che compaiono e scompaiono”
‘Caos’. Usa una parola sola, Mario Cozzi, capogruppo di Forza Italia al Comune di Teramo, per sintetizzare il suo atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto. Senza risparmiare nulla: dalla gestione della viabilità ai cantieri fermi, dagli annunci mai mantenuti al quarto rimpasto di giunta che si starebbe profilando all’orizzonte.
Il dato politico più scottante riguarda la tenuta della squadra di governo cittadino. Secondo Cozzi, il sindaco D’Alberto sarebbe prossimo al quarto rimpasto della sua giunta e, fidandosi dalle indiscrezioni di stampa, starebbe valutando addirittura il rientro dell’ex assessore Valdo Di Bonaventura. “Questa amministrazione si era presentata alle elezioni con quattro punti chiave: partecipazione, cambiamento, ordine amministrativo e trasparenza” ricorda il consigliere, lasciando intendere che il bilancio sia ben lontano da quegli impegni.
Sul piano della gestione urbana, Cozzi dipinge una città in costante disorientamento: transenne che compaiono e scompaiono, divieti di transito improvvisi, lavori di Enel e fibra ottica che si sovrappongono senza coordinamento, “si sistema un tratto di asfalto e il giorno dopo viene nuovamente distrutto“. I cantieri aperti, denuncia, sottraggono parcheggi ai cittadini senza che si intraveda una fine. Emblematico, per il consigliere, il caso del mercato coperto: “Un cantiere fantasma e senza tempi“. Il caso più grave, a suo avviso, è quello dell’ipogeo: i lavori sarebbero passati da una durata prevista di un anno a oltre due anni e mezzo, con un costo lievitato da un milione di euro a più del doppio.
Cozzi punta il dito anche contro quella che definisce una politica degli “annunci vuoti“: la ciclovia, “tanto sbandierata” e poi lasciata all’abbandono senza manutenzione né inaugurazione; i proclami sulla centrale elettrica della Cona e la questione delle scuole, su cui il tono si fa più duro: “Con una programmazione lungimirante, il territorio avrebbe già potuto avere edifici da utilizzare in caso di emergenza“, accusa il capogruppo forzista, contestando all’amministrazione di aver avallato senza riserve strutture che giudica inadeguate.
Dietro il caos esterno, secondo Cozzi, c’è un problema strutturale interno: assenza di coordinamento tra il vertice politico e i dirigenti, pratiche gestite “senza una regia chiara“. Il risultato, conclude, “è una città senza bussola“, in cui a pagare il prezzo sono i cittadini, i tecnici e i professionisti che ogni giorno cercano di operare sul territorio. “Quando manca il governo cittadino, il caos non è un incidente, ma una vera e propria scelta“.
