Cinque carabinieri e un vigilante per bloccarlo. NurSind e Ugl Sanità: “Situazione fuori controllo”
GIULIANOVA – Arredi distrutti, un muro sfondato, cinque carabinieri e una guardia giurata impegnati per immobilizzare un uomo in escandescenze. È il bilancio dell’episodio avvenuto questa mattina al pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova, in provincia di Teramo, dove uno straniero con problemi psichiatrici, trasportato in ambulanza scortata dai carabinieri, ha devastato la stanza adibita alle consulenze psichiatriche prima di essere definitivamente bloccato. Nessun operatore sanitario è rimasto fisicamente coinvolto, ma l’episodio riaccende con forza il tema della sicurezza nei pronto soccorso della provincia di Teramo.
I sindacati non ci stanno. NurSind parla di “situazione insostenibile e fuori controllo“, ricordando come nelle sole ultime settimane si siano verificati diversi episodi analoghi, in particolare nelle sedi di Giulianova e Sant’Omero, “senza contare le aggressioni verbali che rappresentano ormai una drammatica routine quotidiana“. Il sindacato chiede potenziamento degli organici, rafforzamento dei presidi di sicurezza e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini sul funzionamento del triage: “La violenza non può essere considerata parte del lavoro“.
Sulla stessa linea UGL Salute Abruzzo. “Solo pochi giorni fa avevamo lanciato appelli chiari: servono tutele reali, strumenti concreti, interventi immediati. Non parole, non promesse. Fatti” dichiara il segretario Matteucci, che sottolinea come nonostante lo shock il personale abbia continuato a lavorare con “senso del dovere e straordinaria professionalità“. Ma aggiunge: “La solidarietà non basta più“. La richiesta è di misure urgenti: protocolli efficaci, supporto strutturato per la gestione dei pazienti con fragilità psichiatriche e un segnale istituzionale netto. “Difendere chi cura è una priorità. E deve diventarlo adesso“.
