Finisce di nuovo in manette l’energumeno polacco che ieri aveva danneggiato prima l’asilo della figlia e poi il pronto soccorso a Giulianova. Ma ci è voluta una lunga caccia all’uomo (anche con un elicottero) attraverso le campagne di poggio Cono: è stato fermato da due agenti a bordo di un quad prestato da un agricoltore
TERAMO – Si è conclusa dopo una imponente caccia all’uomo durata due ore, tra il tribunale e le campagne di Poggio San Vittorino, la fuga dell’energumeno polacco scappato al termine dell’udienza di convalida dell’arresto di ieri, quando aveva devastato il pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova.
Anche oggi, come accaduto ieri, sono stati diversi i carabinieri e i poliziotti impegnati nelle ricerche, compreso un elicottero dell’Arma utilizzato per individuarlo dall’alto. La sua corsa si è conclusa nelle campagne tra Poggio San Vittorino e Poggio Cono, dopo che l’uomo era finito in un fossato con la macchina, una Fiat Panda che aveva rubato poco prima (nel cortile di una abitazione, del quale ha sfondato il cancello per uscire) e con cui aveva tentato di speronare un’altra vettura condotta da una donna.
Tutto è cominciato al tribunale quando è sfuggito al controllo di vigilanza dopo l’udienza che lo rimetteva in libertà. Forse senza conoscere la zona attorno, ha scelto la via diretta per il fiume, finendo però nel Vezzola. Ne è uscito zuppo, nella zona tra l’Acquaviva e il Ponte a catene, e a torso nudo, destando lo stupore di alcune persone che transitavano sul lungofiume. Si è diretto verso il vicino parcheggio e ha rubato la Panda con cui ha imboccato la strada comunale per Carapollo. Mentre lo cercavano tutti, lui scorrazzava per le strade tra il ‘Lago Cardelli’ e la provinciale per Canzano. Al bivio di Poggio Cono ha incrociato una macchina condotta da una signora e ha preso a tamponarla, forse nel tentativo di farla fermare per fare un cambio di macchina. La signora è stata molto reattiva, ha frenato bruscamente, lui ha perso il controllo della Panda e si è ribaltato in un fossato.
E’ riemerso, come Rambo, e ha preso a scappare a piedi, dopo aver rubato la borsa della donna e un paio di cesoie, mimetizzandosi nella fitta vegetazione. Ormai però la morsa dall’alto e via terra si era stretta attorno a lui: lo hanno bloccato diversi agenti delle squadre volanti e mobile della questura, ai quali hanno dato appoggio anche pattuglie dei carabinieri e militari della Guardia di Finanza. L’esperienza del giorno precedente è servita: è stato reso innocuo, nonostante la sua mole (è alto oltre un metro e 90 e molto robusto) è stato immobilizzato e trasferito in cella di sicurezza nella questura di viale Bovio.
