Lo scrutinio di 368 sezioni consegna un verdetto chiaro. Teramo città boccia la riforma con il 53,1%. Fanno eccezione Val Vibrata e alcuni comuni montani. Giulianova e Montorio, amministrazioni sconfitte
TERAMO – Al referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo ha vinto il No. I voti contrari alla riforma della separazione delle carriere dei magistrati sono stati circa il 54% a livello nazionale, mentre i favorevoli si sono fermati al 46%. Il verdetto si rispecchia fedelmente anche nella provincia di Teramo, dove nelle 368 sezioni scrutinate il No raccoglie il 52,51% dei voti (73.647 preferenze) contro il 47,49% del Sì (66.602 voti).
Il capoluogo si esprime con chiarezza: a Teramo, su 80 sezioni scrutinate, il No raccoglie il 53,1% (13.936 voti) contro il 46,63% del Sì (12.273 voti). Ancora più deciso il rifiuto lungo la costa adriatica: Giulianova vota No al 57,40%, Roseto degli Abruzzi al 54,32%, Pineto al 56,27%. Silvi è la più contesa tra i comuni costieri, con il No che si ferma al 51,12%.
Nella Val Vomano il risultato è uniforme: Montorio al Vomano No al 52,84%, Notaresco al 55,71%, Morro d’Oro il dato più netto con il No al 60,01%. Anche Atri vota contro con il 57,56% e Mosciano Sant’Angelo con il 54,17%.
Il quadro si ribalta nella Val Vibrata, che si conferma la zona più favorevole alla riforma. Martinsicuro vota Sì al 51,98%, Alba Adriatica al 52,45%, Tortoreto al 52,07%. Tra i comuni più netti a favore della riforma spiccano e Torricella Sicura con il Sì al 56,70%, Civitella del Tronto al 53,44% e Campli al 51%.
Tra i comuni montani emerge un quadro frammentato. Cortino è il comune più favorevole alla riforma nell’intera provincia con il Sì al 65,25%, seguito da Valle Castellana al 62,61%. Sul fronte opposto Tossicia vota No con il 62,76% e Fano Adriano con il 61,02%. Tra i comuni al limite, il caso più emblematico è Arsita, dove il No prevale di un solo voto (176 a 175, pari al 50,14%).
