Domani la cerimonia con il vescovo Leuzzi dopo oltre un anno di lavori. Il sindaco Agostinelli celebra la rinascita, l’opposizione attacca: “Palazzo Farnese e scuole al palo per colpa della Giunta”
CAMPLI – Il suono delle campane, tornate a nuova vita dopo un complesso intervento di restauro, segnerà domani a mezzogiorno un momento storico per la comunità di Campli: la riapertura al culto della Cattedrale di Santa Maria in Platea. Chiuso da poco più di un anno per lavori di messa in sicurezza e restauro interno, il Duomo torna finalmente fruibile a fedeli e turisti, ponendosi come simbolo tangibile della ricostruzione post-sisma 2016.
Il sindaco Federico Agostinelli ha ufficializzato l’evento sottolineando il “deciso cambio di passo” impresso dalla struttura commissariale guidata da Guido Castelli, in stretta collaborazione con l’Ufficio speciale per la ricostruzione (USR) e la Soprintendenza. “Restituiamo sicurezza a un edificio che è il cuore della nostra spiritualità e cultura“, ha dichiarato il primo cittadino, rivolgendo un ringraziamento particolare al vescovo, monsignor Lorenzo Leuzzi, e ai parroci don Adamo Varanesi e padre Jan Folkert, quest’ultimo figura chiave nel seguire i dettagli del cantiere affidato alla ditta Gavioli.
Alla gioia per il traguardo si unisce la voce del gruppo di opposizione ‘Svolta, Campli!’, che definisce la notizia un motivo di orgoglio per l’intero territorio. La lista civica ha voluto ricordare il valore dell’intervento (oltre 3,2 milioni di euro) e il ruolo politico del consigliere regionale Sandro Mariani, che nel 2016 si batté per l’inserimento di Campli nel cratere sismico, permettendo l’arrivo delle risorse.
Tuttavia, il clima festoso non ha spento la polemica politica. L’opposizione evidenzia come la Diocesi si sia dimostrata una “stazione appaltante efficiente“, sottolineando per contrasto i ritardi su altri fronti gestiti direttamente dal Comune. “Mentre celebriamo il Duomo – scrive Svolta Campli – non possiamo dimenticare che Palazzo Farnese attende i lavori da dieci anni e la frana di Castelnuovo da otto. Anche il Polo Scolastico, ancora alle fondamenta dopo nove anni, è il simbolo di tempi non più accettabili“.
Se da un lato la riapertura della Cattedrale chiude una ferita, dall’altro riaccende i riflettori sul patrimonio ancora in bilico. La minoranza auspica che l’efficacia dimostrata per il Duomo contagi presto anche l’atteso intervento sulla chiesa di San Giovanni Battista a Castelnuovo, ma punta il dito contro l’amministrazione Agostinelli per la gestione delle opere strategiche: “L’inefficienza della giunta emerge con evidenza nei ritardi accumulati. La ricostruzione deve essere una realtà diffusa, non solo una promessa“.
