VIDEO / Asl, la sfida di Delle Monache: “Più contenuti che scatole, attrarre i migliori medici”

Il nuovo Direttore Sanitario aziendale traccia le linee del suo mandato: liste d’attesa, attenzione sulle Case di Comunità: “L’aria sta cambiando, i professionisti tornano a fare i concorsi”. Dall’esperienza Covid scoperto “il valore della collaborazione con i colleghi”

TERAMO – Una macchina in corsa, lanciata verso un cambiamento d’epoca per la sanità locale. È questa la realtà che si è trovato davanti il dottor Francesco Delle Monache, capo del Dipartimento medico della sanità pubblica teramana, da pochi giorni nominato nuovo Direttore sanitario della Asl di Teramo. Nel confronto con la stampa di questa mattina, il neo direttore – ottimo organizzatore dell’apparato ospedaliero locale di lotta contro l’emergenza Covid del 2020-21 – ha delineato una visione pragmatica, figlia di chi l’ospedale lo vive “sulla pelle” da anni, mettendo al centro la sostanza del servizio rispetto alla forma burocratica.

Il punto di partenza non può che essere il ‘vulnus’ della sanità pubblica: le liste di attesa: “Rappresentano una priorità assoluta del direttore generale Di Giosia – spiega Delle Monache –, che ogni giorno ci stimola a cercare soluzioni concrete“. Ma la vera partita del futuro si gioca fuori dagli ospedali. La sfida è la transizione verso il territorio: “Dobbiamo spostare molte prestazioni dall’ospedale alle strutture locali. Sarà il vero centro della sanità del futuro, un passaggio complesso che dobbiamo gestire con estrema cura“. E questoi non lo spiega soltanto nella teoria: il neo-Direttore ha annunciato per la prossima settimana un monitoraggio capillare: “Voglio vedere fisicamente a che punto sono i lavori in tutte le Case di Comunità. Ma attenzione: individuati i contenitori, dobbiamo impegnarci sui contenuti. Al cittadino interessa quali servizi e quali professionisti troverà all’interno, non il nome dell’ufficio o la sigla del piano aziendale“.

Sulla realtà di Sant’Omero, ospedale di confine che rivendica il ripristino di unità operative complesse, Delle Monache (che ne è stato primario) è chiaro: “Conosco bene quelle esigenze. Sant’Omero è e resta al centro del nostro progetto, ma ripeto: più che alle ‘scatole’ del piano aziendale, dobbiamo guardare alla qualità dei medici. Se un professionista è valido, il cittadino è contento a prescindere dalla sigla dell’unità operativa“.

Proprio sul fronte del personale, emergono i primi segnali di ripresa. Nonostante l’affanno cronico dei Pronto Soccorso e delle chirurgie – un problema di scala nazionale – i recenti concorsi stanno vedendo una partecipazione maggiore di specialisti. “Fino a poco tempo fa i bandi andavano deserti. Ora i medici tornano a presentarsi. L’azienda non ha mai detto no a un concorso; il problema era l’assenza di candidati. Dobbiamo rendere Teramo attrattiva: se un medico sceglie la nostra Asl invece di altre realtà vicine, significa che stiamo lavorando bene“.

In questo nuovo incarico, Delle Monache porta con sé il bagaglio durissimo della pandemia Covid: “Quella battaglia mi ha insegnato il valore della collaborazione tra colleghi. Mi ha fatto scoprire le potenzialità enormi della sanità teramana. Quella forza collettiva è l’arma in più che abbiamo oggi per affrontare questa nuova sfida, decisamente più piacevole ma altrettanto complessa“.

Infine, un passaggio sul nuovo ospedale: “Sarebbe stato ideale gestire tutto il passaggio in un unico blocco, ma siamo pronti. Quando i tempi saranno maturi, noi ci saremo“.

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