Allarme esche killer: i Cc forestali battono a tappeto Torricella

Operazione con l’ausilio dei cani antiveleno: individuate in provincia di Teramo 14 zone dove il fenomeno resta critico. Sotto la lente 32 diverse sostanze tossiche usate per confezionare i bocconi

TERAMO – Una stretta decisa contro l’odiosa pratica dei bocconi avvelenati. Durante l’ultimo fine settimana, il Nucleo carabinieri forestale di Torricella Sicura, supportato dalle Unità cinofile antiveleno del Reparto Parco di Assergi, ha setacciato l’intero centro abitato e le zone limitrofe per prevenire stragi di animali domestici e selvatici.

L’operazione non è stata un intervento isolato, ma parte di una strategia su scala provinciale coordinata dal Gruppo carabinieri forestale di Teramo. L’analisi dei dati ha permesso di mappare il rischio sul territorio, individuando ben 14 zone ‘hotspot’ nella provincia teramana. In queste aree, gli episodi di avvelenamento risultano ripetuti e ravvicinati, rendendo necessario un presidio costante.

Sebbene il fenomeno appaia tendenzialmente in diminuzione, resta una criticità rilevante. Gli esami tossicologici condotti negli ultimi anni hanno rivelato un quadro inquietante: sono state isolate 32 diverse sostanze attive utilizzate per confezionare le esche. In ben 19 casi, i responsabili hanno miscelato due o più veleni per aumentare la letalità del boccone.

Dalle indagini emerge un dato tecnico preciso: le molecole tossiche cambiano in base al contesto. Nelle zone urbanizzate si utilizzano sostanze diverse rispetto alle aree agricole intensive o forestali. Esiste infatti un rapporto diretto tra l’attività svolta dal responsabile e il veleno impiegato: spesso vengono usati agrofarmaci o prodotti chimici di facile reperibilità immediata per chi vive o lavora in quel determinato ambiente.

Fondamentale, durante le ispezioni a Torricella Sicura, è stato il contributo dei cani specializzati dell’Arma. Questi animali sono in grado di individuare esche nascoste o carcasse di animali morti, permettendo sia di bonificare l’area — proteggendo così bambini e altri animali — sia di acquisire prove fondamentali per risalire ai colpevoli.

Fortunatamente, i sopralluoghi di questo fine settimana hanno dato esito negativo: non sono stati rinvenuti bocconi avvelenati nelle aree perlustrate. Tuttavia, la guardia resta altissima. I carabinieri forestali hanno già annunciato che i controlli verranno ripetuti nei prossimi mesi in altri Comuni della provincia per garantire la sicurezza degli spazi pubblici e la tutela degli animali d’affezione.

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