Frana Silvi, Scordella: “Clima d’odio”. Caccia alle cause del disastro

Sono 32 gli sfollati e 3 le palazzine distrutte: il sindaco risponde sui social alle critiche. Allerta gialla per il maltempo, sensori attivi sul versante. Marsilio frena sui fondi: “Prima serve una diagnosi certa sulle infiltrazioni”

SILVI – Una ferita profonda 250 metri taglia il cuore di Silvi Paese, lasciando dietro di sé un bilancio drammatico: 18 unità abitative coinvolte, 32 persone sfollate e tre edifici letteralmente polverizzati dai crolli. Mentre il fronte franoso di Contrada Santa Lucia vive ore di apparente stasi, la tensione nel borgo teramano è ai massimi storici, divisa tra l’allerta meteo e uno scontro politico-sociale che non accenna a placarsi.

In queste ore cruciali, i tecnici della Protezione Civile stanno installando sensori di precisione sul versante superiore della frana per intercettare ogni minimo movimento millimetrico. L’intervento è una corsa contro il tempo: il bollettino regionale ha infatti diramato l’allerta gialla per rischio idrogeologico e idraulico. Le precipitazioni previste per le prossime 48 ore sono il timore numero uno degli esperti: l’acqua potrebbe tornare a “lubrificare” il piano di distacco, riattivando lo scivolamento verso valle. Per questo, rimane rigorosamente interdetta la ‘zona rossa’ che comprende asilo, scuola primaria e palestra.

Se la terra tace, a urlare è la piazza. Durante un sopralluogo in via Santa Lucia, il sindaco Andrea Scordella è stato investito dalla rabbia dei residenti. Al centro della contestazione c’è la gestione della Provinciale 29: i cittadini, foto alla mano, sostengono che le crepe fossero profonde già dal 25 gennaio e accusano l’amministrazione di aver tardato a chiudere l’arteria e a evacuare le case.

C’erano persone dentro casa fino a ieri sera, lo capisce o no?”, è stato il grido disperato di chi ha perso tutto. Scordella ha replicato duramente sui social, parlando di un “clima d’odio” alimentato dall’ignoranza tecnica: “Abbiamo fatto il massimo per preservare l’incolumità pubblica – scrive il primo cittadino sui social -. La giustizia farà il suo corso se ci sono responsabilità, ma le professionalità vanno rispettate“.

Sul luogo del disastro è intervenuto anche il governatore Marco Marsilio, che ha predicato prudenza sulla ricostruzione. Secondo il Presidente della Regione, la dinamica del crollo è stata “imprevedibile“, colpendo edifici che inizialmente sembravano fuori pericolo. Sotto la lente dei geologi non c’è solo la fragilità del terreno argilloso, ma il sospetto di infiltrazioni idriche massive. Sono in corso verifiche con l’ACA (il gestore acquedottistico) per accertare perdite occulte o l’attivazione di falde sotterranee. “Senza una diagnosi corretta – ha avvertito Marsilio – rischiamo interventi inefficaci o dannosi. Prima dobbiamo capire perché la terra ha tradito, poi sbloccheremo i fondi“.

Il futuro di Silvi Paese passa per la riunione strategica convocata per domani pomeriggio in Comune. Al tavolo siederanno Provincia, Aca, Enel e i rappresentanti dei privati. Due i punti all’ordine del giorno: il ripristino immediato dei sottoservizi e lo studio di fattibilità per riaprire almeno un tratto della SP29, fondamentale per rompere l’isolamento che sta soffocando residenti e attività commerciali.

Immagini dal drone: Anja Cantagalli

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