Le indagini della Digos dell’Aquila hanno portato fino a Tortoreto Lido: dal 2024 il 26enne era nel mirino dell’antiterrorismo. Si ispirava a quello ‘originale’, anarchico verde, aveva migliaia e migliaia di follower in tutto il mondo’
TORTORETO – E’ un 26enne di Tortoreto il giovane saltato questa mattina agli onori delle cronache di un blitz antiterrorismo, in quanto ritenuto dagli inquirenti come un militante dell’anarchismo verde, di corrente anarco-primitivista, che si autodefiniva appunto ‘Italian anprim’. Il millennial teramano Niccolò G., è stato arrestato questa mattina dagli uomini della Digos dell’Aquila, su disposizione del gip del Tribunale di L’Aquila, Marco Billi.
Dietro l’account Instagram _nature_pilled – oltre 200mila follower – si celava quello che gli inquirenti descrivono come un militante dell’eco-terrorismo. L’ideologia di riferimento è quella che critica radicalmente la civiltà industriale e tecnologica, auspicando un ritorno a stili di vita pre-industriali attraverso, se necessario, la violenza e il sabotaggio. Il modello dichiarato era Theodore Kaczynski, il matematico americano noto come Unabomber, autore tra gli anni ’70 e ’90 di attentati con pacchi esplosivi contro università, compagnie aeree e ricercatori. Nicolò G. ne esaltava pubblicamente le gesta con l’hashtag #tedkaczynskididnothingwrong (“Ted Kaczynski non ha fatto nulla di sbagliato“), indicandolo esplicitamente come modello da emulare.
L’attività investigativa ha documentato una progressione sistematica e sempre più esplicita di contenuti pubblicati a partire almeno dal gennaio 2024. Nel corso del 2026, l’intensità e la pericolosità dei post sono aumentate in modo significativo. Tra febbraio e marzo, l’indagato ha pubblicato una vera e propria serie di tutorial sulla costruzione domestica di armi, presentati con la formula ironica “don’t-DIY project” (progetto da non fare da soli): un video con istruzioni per costruire una pistola mitragliatrice con una stampante 3D (76mila like e 3.600 condivisioni), un manuale per la costruzione della pistola STEN, mitragliatrice britannica della Seconda guerra mondiale (100mila like); istruzioni per assemblare una pistola mitragliatrice calibro 9mm, una pistola calibro 12, con anticipo di futuri contenuti su mine antiuomo ed esplosivo C4, di munizioni artigianali per pisola e fucile e infine un video con istruzioni dettagliate per la produzione casalinga dell’esplosivo al C4 a partire da nitrato di ammonio e nitrometano. Tutti i manuali erano corredati da traduzioni in italiano e presentati come materiale “informativo ed educativo“, con una nota ironica sulla scaricabilità dei file.
Particolarmente allarmante per gli inquirenti è stata la pubblicazione, il 18 gennaio 2026, di un video in cui uomini armati in tenuta militare irrompevano in un laboratorio sparando, con la didascalia: “Me and the boys raiding AI data centers to stop them from drying up lakes and rivers” (“io e i ragazzi che assaliamo i centri di dati di intelligenza artificiale per fermarli dal prosciugare laghi e fiumi”). Lo stesso giorno veniva pubblicato un post con le fotografie degli otto maggiori data center negli Stati Uniti — tra cui quelli di Meta ad Altoona, Prineville e Fort Worth — identificati esplicitamente come obiettivi da colpire. La finalità dichiarata era “distruggere il sistema tecnologico” per rendere “nuovamente possibile riadottare uno stile di vita al di fuori di esso”.
Le indagini hanno ricostruito una rete internazionale di profili Instagram che collaboravano con _nature_pilled attraverso il meccanismo della co-condivisione, amplificando esponenzialmente la visibilità dei contenuti.
L’identificazione dell’indagato è avvenuta attraverso una convergenza di elementi. Il giovane aveva lasciato tracce della propria identità in alcune pubblicazioni – riferimenti all’Abruzzo, a una petizione locale contro il taglio di pini a Tortoreto Lido, e una richiesta di aiuto su una piattaforma di pixel art in cui chiedeva di “disegnarlo” vicino a L’Aquila. Decisiva è stata però l’analisi dei dati forniti da Meta (indirizzo IP usato riconducibile a un’utenza Vodafone intestata a lui) e l’incrocio con i dati bancari di un account GoFundMe per la raccolta fondi ambientale gestito dallo stesso profilo, hanno confermato l’identità dell’indagato, che risultava essere studente di Scienze Politiche e domiciliato in un appartamento a Roma.
L’indagato è accusato di tre distinte fattispecie di reato: istigazione e apologia di delitti con finalità di terrorismo (art. 414 c.p.), associazione con finalità di terrorismo (art. 270-bis c.p.) e addestramento ad attività con finalità di terrorismo (art. 270-quinquies c.p.), tutti aggravati dall’utilizzo di strumenti informatici e telematici e dalla finalità internazionale.
Foto: elaborazione Ai
