I consiglieri regionali sono intervenuti al tavolo con i commercianti: “Città respingente e amministrazione inerte”, dice l’ex assessore. L’esponente Dem propone di coinvolgere l’Università.
TERAMO – All’incontro con i commercianti del Centro Commerciale Naturale, questa mattina in piazza Martiri a Teramo, la presenza dei ‘pesi massimi’ della politica regionale teramana ha spostato l’asse del dibattito su una critica profonda alla visione – o alla mancanza di essa – che avrebbe guidato Teramo negli ultimi anni. I consiglieri regionali Sandro Mariani del Pd e Paolo Gatti di Fratelli d’Italia, pur da posizioni diverse, hanno tracciato un quadro di forte preoccupazione, invocando interventi che vadano oltre le semplici promesse di (quasi) fine mandato.
Mariani ha usato parole chiare per chiedere una sterzata immediata: “C’è bisogno di un’accelerazione“, ha esordito, facendosi portavoce dei residenti (e anche lui lo è) e degli esercenti che dice di incontrare quotidianamente: “Sentire invocare scelte chiare e veloci impone un cambio di passo e una velocizzazione di questioni che stanno a cuore alla città“.
Mariani non si è limitato alla critica, lanciando una proposta per uscire dal ‘tunnel’ in cui versa il commercio teramano: coinvolgere l’Università degli Studi di Teramo per uno studio scientifico e approfondito: “Dobbiamo capire quali attività hanno subìto flessioni di fatturato e quali aree della città sono più penalizzate per poter fare interventi mirati. Serve più forza amministrativa; a volte mettere coraggio nelle azioni aiuta a trovare soluzioni reali“. Messaggio, non proprio indiretto, al sindaco D’Alberto, anche a sottolineare un particolare momento di frizione all’interno della comune maggioranza di governo della città. Il consigliere ha infatti ribadito di non aver mai risparmiato critiche pubbliche alla giunta quando necessario, sottolineando che “alcuni atteggiamenti vanno decisamente migliorati“.
Ancor più sferzante il giudizio di Paolo Gatti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha liquidato come tardivi i tentativi di pianificazione proposti dall’assessore Filipponi: “Siamo all’ottavo anno di questa amministrazione. Se avessero voluto affrontare il problema, forse non ci troveremmo in questa situazione“, ha attaccato Gatti, definendo la giunta attuale come “una candela che si sta spegnendo“.
Secondo Gatti, il problema di Teramo è ormai strutturale e d’immagine: “Basta parlare con i cittadini di Giulianova o Roseto: l’idea di venire a Teramo è diventata respingente. L’accesso è complicato, trovare parcheggio è un’impresa estenuante e, una volta arrivati, si trova un centro disadorno, poco manutenuto e disordinato“. Per il consigliere di FdI, è ingiusto chiedere ai commercianti un investimento emotivo ed economico quando il pubblico “fa poco o nulla, o addirittura arreca danni“. Sul Piano Urbano del Commercio ventilato dal Comune, Gatti è stato categorico: “Pianificare all’ottavo anno? È fuori tempo massimo. Speriamo che la prossima amministrazione abbia la volontà di iniziare un lavoro che in questi due mandati non è stato fatto“.
L’incontro di stamattina ha certificato una frattura difficile da ricomporre con semplici tavoli tecnici. Sullo sfondo restano i commercianti, che tra cantieri e cali di fatturato, attendono che alle parole dei consiglieri regionali seguano fatti capaci di riaccendere il cuore di Teramo.
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