Il confronto in piazza Martiri con l’amministrazione voluto dai commercianti porta a qualche passo avanti: la soluzione con la Costruttori Teramani sbloccherà anche gli stalli per i residenti
TERAMO – Una piazza Martiri della Libertà trasformata in un angolo di confronto, con una ventina di commercianti, gli assessori Antonio Filipponi e Pina Ciammariconi (ma senza sindaco), qualche consigliere dell’uno e dell’altro fronte, i consiglieri regionali (e forse futuri… candidati sindaco) Sandro Mariani e Paolo Gatti. Al centro della disputa, a tratti dai toni anche accesi, un manifesto che suona come un grido d’allarme: “A chi giova la fine del centro?”. Gli esercenti, nell’iniziativa voluta dal Consorzio Shopping in Teramo Centro, hanno chiesto risposte su una quotidianità fatta di cantieri infiniti, carenza di parcheggi e una pressione sanzionatoria definita “insopportabile“.
Qualche passo avanti, in un deserto di proposte anche questo bisogna dirlo, c’è stato: almeno sulla sosta in centro. L’assessore Filipponi alla presenza dell’amministratore delegato della Costruttori teramani, Roberto Di Sante, ha di fatto annunciato l’accordo sulla convenzione per sostare al multipiano San Francesco in abbonamento al costo di 15 euro al mese: oltre ai lavoratori e ai commercianti, questa opzione varrebbe anche per le seconde auto dei residenti, che vedrebbero finalmente sbloccata la loro sistemazione riservata in centro storico per la prima auto. Una soluzione che apre la strada anche ad altri investimenti, come ad esempi il ripristino del bus navetta dal parcheggio, che eliminerebbe a quel punto ogni velleità di polemica circva la distanza da coprire fino a piazza Martiri.
La discussione in ogni caso c’è stata, soprattutto sul famigerato Pums e le strisce blu. Per chi ogni giorno alza la saracinesca nel cuore della città, la situazione ha superato il livello di guardia. “Non ci siamo svegliati oggi, sono anni che chiediamo incontri per pianificare il futuro“, spiegano Fabrizio Trubiani (Mida Gioielli) e Osvaldo Di Teodoro (ex Rosval Shop). Il dito è sempre puntato contro la gestione dei parcheggi a pagamento: “Dieci minuti di ritardo e scattano multe incredibili. Gli ausiliari sono implacabili e questo penalizza chi deve venire in centro. Chiediamo all’amministrazione di rendersi conto dell’eccezionalità del momento che stiamo vivendo tra terremoto e cantieri“.
Ma la preoccupazione principale riguarda il futuro e il Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile): “Vogliamo capire qual è la visione globale dell’amministrazione. Se ne parla da anni, ma sembra un’applicazione fatta nel ‘sottobosco’, senza un vero coinvolgimento delle macro-aree interessate“.
L’assessore Filipponi ha risposto con pacatezza, cercando di mediare tra le esigenze di bilancio e le difficoltà del comparto. “Non è vero che non c’è condivisione“, ha ribadito, ricordando gli oltre cento suggerimenti tecnici recepiti dal piano originale. “Abbiamo deciso di congelare l’entrata in vigore effettiva del PUMS fino alla conclusione dei grandi cantieri. Farlo ora aggraverebbe ulteriormente una situazione già complessa“.
Sulla questione parcheggi, Filipponi ha ammesso ritardi su un nodo strategico: “Il parcheggio di piazza San Francesco, con i suoi 800 posti a 200 metri dal Corso vecchio, è la soluzione per la lunga sosta. Faccio un mea culpa: dobbiamo essere più rapidi nel dare risposte, visto che l’accordo con il costruttore è ormai pieno. Accelereremo su questo per liberare gli stalli blu del centro“.
L’amministrazione rivendica gli investimenti massicci fatti negli ultimi otto anni tra eventi, cultura e riaperture di siti storici (dal Castello della Monica alla Pinacoteca), ma riconosce che i disagi della cantierizzazione sono inevitabili.
La proposta per uscire dallo stallo sembra essere quella di un nuovo Piano Urbano del Commercio (PUC): “L’idea è quella di avvalersi di professionisti pagati dal Comune per riscrivere le regole del centro storico e stimolare i commercianti a fare una rete più vera. Dobbiamo essere pronti per quando i cantieri, pubblici e privati, saranno finalmente chiusi“.
L’incontro si è concluso con l’impegno di un aggiornamento a breve termine. La sfida resta aperta: trasformare la città-cantiere in una città-vetrina, prima che l’impoverimento denunciato dagli esercenti diventi irreversibile.
