A Teramo i sindaci dicono sì alla gestione provinciale dei rifiuti

Vertice in Provincia sul Piano d’Ambito con il presidente di Agir, Pierluigi Biondi

TERAMO – Una gestione dei rifiuti su scala provinciale per superare la frammentazione, garantire l’efficienza del servizio e preservare l’autonomia dei territori. È questo il punto fermo emerso stamattina nel corso del tavolo di confronto sulle ‘Linee guida del piano d’ambito per la gestione integrata dei rifiuti’, svoltosi nella sala consiliare della Provincia di Teramo. L’incontro, convocato dal presidente dell’Agir (Autorità Gestione Integrata Rifiuti Abruzzo) e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha visto la partecipazione dei sindaci del teramano, del presidente della Provincia Camillo D’Angelo e dei vertici tecnici dell’autorità regionale.

Il tema centrale della discussione è stata l’individuazione del “livello ottimale di gestione”, un passaggio normativo obbligatorio che mira a uniformare un servizio strategico oggi estremamente parcellizzato. In Abruzzo convivono infatti realtà molto diverse: società interamente pubbliche, partnership pubblico-privato e Comuni che si affidano direttamente a imprese private. Il presidente D’Angelo ha espresso grande soddisfazione per l’orientamento emerso: “Oggi la provincia di Teramo ottiene un risultato fondamentale: il consenso sulla dimensione provinciale dell’ambito. Abbiamo sventato l’ipotesi di accorpamenti con altre province che avrebbero allontanato la gestione dai cittadini. Questo indirizzo unanime dei sindaci deve essere ora recepito dalla Regione anche per altri servizi, a partire da quello idrico“.

Il presidente di Agir, Pierluigi Biondi, ha illustrato il percorso che porterà all’approvazione del Piano d’Ambito. Una volta definiti i confini territoriali, la sfida si sposterà sulla scelta del modello societario.
L’Autorità propone una gara pubblica che rispetti le normative comunitarie, ma resta aperta la riflessione su come integrare le esperienze consolidate sul territorio. “Dovremo bilanciare obiettivi ed economicità – ha spiegato Biondi -. Il modello pubblico garantisce la parità di accesso al servizio anche per i piccoli comuni montani, meno remunerativi per il mercato; il privato, di contro, offre maggiore flessibilità nella gestione dei costi. La sfida è trovare una sintesi che non penalizzi la qualità del servizio per l’utente finale“.

Dopo questa fase di ascolto nei territori, l’Agir procederà all’approvazione del Piano, recependo le indicazioni emerse dai sindaci. All’incontro hanno fornito il loro contributo anche Giovanni Melchiorre
(sindaco di Bellante e membro del direttivo Agir), il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e il direttore di Agir Luca Zaccagnini. 

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